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Contratto metalmeccanici 2010: deroghe verso l'accordo

Verso la trattativa tra Federmeccanica, Fim-Cisl e Uilm sulle deroghe al contratto nazionale dei metalmeccanici



La trattativa tra Federmeccanica, Fim-Cisl e Uilm sulle modifiche e deroghe al contratto nazionale dei metalmeccanici, che serviranno a sbloccare il progetto Fabbrica Italia della Fiat e a far decollare l'investimento a Pomigliano d'Arco, dovrebbe essere vicina ad una fine, anche se resta in piedi il problema delle deroghe ai minimi salariali, su cui c'è il no del sindacato.

Il testo, che dovrebbe essere snello e piuttosto generico, partirà dal presupposto che perchè un’azienda avenzi richieste di deroghe dovrà ricorrere o al presupposto della crisi o quello di investimenti finalizzati a sviluppo e tutela dell'occupazione.

Federmeccanica chiede, però,di aggiungere anche la crisi del mercato come condizione per chiedere le deroghe ma il sindacato ritiene che sarebbe una apertura eccessiva.

Altro argomento che vedrà alcune discussioni sarà quello del salario minimo che, per i sindacati, deve essere chiaramente indicato nel testo come elemento del contratto non derogabile, cosa che potrebbe non piacere agli industriali. E dovrebbe, invece, esserci accordo sul fatto che nel documento non saranno elencati gli istituti eventualmente modificativi.

Una volta stabilita la situazione di crisi dell'azienda o la volontà di favorire lo sviluppo economico ed occupazionale dell'area, verranno realizzate intese territoriali che saranno successivamente convalidate a livello nazionale e solo in queste fasi saranno definite le deroghe specifiche da applicare in quei casi.

La Fiat ha già fatto sapere che il 5 ottobre incontrerà nella sua sede romana Fim, Fiom e Uilm per discutere delle prospettive degli stabilimenti italiani e del progetto Fabbrica Italia, mentre resta aperto l'invito rivolto da Federmeccanica ai sindacati, fissato sempre il 5 ottobre, per un incontro sull'auto.

Per quanto riguarda il negoziato di oggi, questo permette ‘a livello territoriale di raggiungere intese per modificare in tutto o in parte anche in via sperimentale e temporanea, singoli istituti economici o normativi disciplinati dal contratto nazionale’. Nel testo sarà indicato, dunque, a quali condizioni si potranno prevedere deroghe, che molto probabilmente saranno limitate a crisi occupazionali o a grandi progetti di investimento, come nel caso di Pomigliano d'Arco, che permettono di consolidare o sviluppare l'occupazione.

Saranno, inoltre, indicate le procedure, con un primo step a livello aziendale tra impresa e Rsu, un secondo a livello territoriale per la ratifica tra associazioni industriali e sindacati, ed un terzo a livello nazionale per verificare se le deroghe rispettano quanto concordato.

Assente la  Fiom che, per voce del segretario Maurizio Landini, giudica la probabile intesa ‘un fatto gravissimo che introduce per la prima volta le deroghe nel contratto dei metalmeccanici senza che i lavoratori possano dire nulla’.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il