Millesimi appartamenti in condominio: cambio con riforma regole e Cassazione. Le novità 2010

Nuove regole per risolvere le questioni condominiali. Cosa cambia



La Cassazione interviene con nuove tabelle millesimali e nuove regole per la ‘vita edilizia’ e per le controversie condominiali. o la 18331 sulla legittimazione dell'amministratore in giudizio. Per imparare a districarsi nelle impervie questioni condominiali, è nata la ‘Guida pratica’ a sostegno di condomini insoddisfatti contiene sentenze che plasmano una materia in continua evoluzione.

La Guida riporta gli effetti delle ultime sentenze della Corte di cassazione sui millesimi di proprietà e sulla legittimazione dell'amministratore in giudizio per fare il punto su divisione delle spese, revisione delle tabelle millesimali, azioni legali e immissioni moleste.

Si parte dalla possibilità di modificare a maggioranza le tabelle millesimali, che in condominio governano il voto in assemblea e la divisione delle spese, dal riscaldamento centralizzato alla manutenzione, dall'acqua all'ascensore, al principio secondo cui l'amministratore non può stare in giudizio senza l’approvazione dell'assemblea nelle materie che esulano dalle sue competenze ordinarie, agli orientamenti dei giudici riguardanti due fonti di litigio in condominio, che sono le immissioni, rumori e cattivi odori, e l'uso delle parti comuni, come il cortile e il sottotetto.

Punto focale di ogni discussione condominiale è sempre incentrata su chi può fare che cosa. Nel frattempo, al Senato la commissione Giustizia sta esaminando un disegno di legge sulla disciplina sul condominio.

Il testo contiene le seguenti novità: aumenta i poteri e le responsabilità dell'amministratore (il cui mandato diventerà biennale), rendendo più facile il controllo del suo operato, rende più trasparente la contabilità condominiale, introducendo l'obbligo di redigere il rendiconto secondo i criteri di cassa e competenza, consente di stabilire, ivi dove possibile, la sostituzione e il cambio d'uso delle parti comuni con un voto a maggioranza, e, infine, obbliga l'amministratore, se i condòmini lo chiedono, a prestare garanzia tramite una polizza di importo pari all'ammontare delle somme gestite.

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di Marianna Quatraro pubblicato il