BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Cassa Integrazione e indennità disoccupazione giovani e migranti:patto sociale industria e sindacati

La nuova proposta lavoro della Cgil. I punti



Semplificare gli ammortizzatori sociali per estendere la copertura alla platea di lavoratori priva di tutele: questo ciò a cui punta la nuova proposta presentata dalla Cgil che punta ad un sistema pubblico universale fondato su due istituti, la cassa integrazione e la disoccupazione, senza distinzione di qualifica, appartenenza settoriale, dimensione di impresa e tipologia di contratti di lavoro.

La Cig e l'indennità di disoccupazione dovrebbero prevedere aliquote unificate per tutte le qualifiche (esclusi gli apprendisti), con la razionalizzazione dei modelli di contribuzione che passerebbero dai 24 attuali a 6. L’unica differenziazione che resisterebbe sarebbe quella per le imprese fino a 15 dipendenti, che prevede aliquote più basse, e l'industria ed edilizia, con aliquote cig maggiorate.

La riforma se così attuata assicurerà una copertura al 73,3% dei lavoratori a differenza dell'attuale 50,5%, aumentando la platea di beneficiari di 500mila unità. Altro punto fondamentale della riforma è l'elevazione del tetto massimale a 1.800 euro netti (pari a 2.650 mensili), per scendere al 64% dopo 12 mesi e al 50% per le mensilità successive.

La durata del sussidio è di 24 mesi, 30 per ultracinquantenni, 36 se nel mezzogiorno. Prevista anche la collaborazione con politiche attive e percorsi di formazione che fanno in capo alle Regioni, mentre per la nuova Cig unica è prevista una durata di 36 mesi nel quinquennio, con importo all'80% della retribuzione con tetto a 1.800 euro netti.

Ambizioso il progetto: 500mila nuovi lavoratori dovrebbero a regime (nel 2018) essere inclusi nel sistema di tutele, il tutto in modo finanziariamente sostenibili e tra le novità più interessanti, c’è il fatto che per accedere alla disoccupazione bastano 78 giornate lavorative sulle quali si è versata la contribuzione.

Con l’attuale normativa, invece, c’è un vincolo biennale e questo, secondo calcoli molto attendibili, taglia fuori il 74,5% dei lavoratori a tempo indeterminato che non soddisfano i requisiti per l’indennità. Potranno essere inclusi nella nuova riforma anche donne, immigrati e addetti con basse qualifiche oggi senza tutele. Nel frattempo, imprenditori e sindacati sono a lavoro per un patto sociale che dovrà costituire la base per riprendere la strada della crescita.

Al centro delle discussioni le relazioni sindacali, come rendere le aziende più competitive, e i grandi temi, dal fisco, alle infrastrutture, alla ricerca. Presenti al tavolo, oltre alla leader degli industriali e ai vertici delle organizzazioni sindacali, quelli del mondo del credito e assicurativo (Abi e Ania), le organizzazioni delle piccole e medie imprese a partire da Rete Imprese Italia e Confapi, le organizzazioni del mondo agricolo (Coldiretti, Confagricoltura) e della cooperazione (Legacoop, Confcooperative).

Disoccupati 2016: assegno, indennità, agevolazioni. Debutta il nuovo assegno di disoccupazione nel 2016, vediamo quali sono le caratteristiche, a chi è rivolto e come funziona

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il