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Settembre e Ottobre vendite in calo, torna paura della crisi

Torna lo spettro della crisi, le vendite calano, i consumi si riducono, la disoccupazione è alta. La situzione



Torna a farsi sentire lo spettro della crisi e tutti coloro che avevano pronosticato una ripresa per la fine di questo 2010 dovranno ricredersi. La situazione finanziaria dei Paesei, europei e non, colpiti dalla crisi economica globale non sembra essersi ripresa, nonostante quanto affermato dai governi stessi e a parlare chiaro sono i numeri.

A prescindere dal tasso di disoccupazione sempre più elevato e di occupazione giovanile decisamente ai minimi termini, i consumi degli italiani dopo un periodo di apparente ripresa  per la spesa delle famiglie tornano a calare nei mesi di settembre e ottobre.

Gli ultimi dati di Confcommercio sottolineano una riduzione dei volumi acquistati dalle famiglie per i beni (-1,3%) ed un moderato aumento della domanda di servizi (+0,5%), mentre prezzi dei beni e servizi che compongono l’ICC hanno evidenziato un’ulteriore accelerazione (+1,3%) e la domanda per beni e servizi ricreativi ha mostrato una diminuzione dell’1,6%. 

La spesa per i servizi di ristorazione e d’alloggio ha evidenziato un contenuto aumento (0,1%), dinamica che non attenua le difficoltà del settore; i volumi acquistati dalle famiglie per beni e servizi per la cura della persona hanno mostrato una sostanziale stagnazione (+0,1%), gli articoli di abbigliamento e calzature hanno evidenziato una flessione dello 0,7% dei volumi acquistati dalle famiglie.

Mentre il Fondo Monetario Internazionale sostiene che l'Italia ha poco da stare tranquilla per la propria situazione di bilancio e dice che Grecia e Italia hanno ambedue un elevato livello di debito e forti stabilizzatori automatici, presentando rischi di bilancio più elevati, e prevede per l'Italia un debito 2010 al 118,4% del Pil (al 118,5% nel 2015) contro il 130,2% della Grecia, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha ribadito, invece, che l’Italia può stare tranquilla.

“I conti pubblici sono in linea con le previsioni. Anche gli ultimi dati lo confermano: sul 2010 siamo assolutamente tranquilli. E quindi non c'è nessuna ragiona per intervenire con manovrine o di modificare la manovra. Abbiamo fatto la manovra a luglio, siamo in ottobre e non intendiamo emendarla”.

Secondo il ministro, dunque, la situazione italiana non desta allarmi e non richiede ulteriori interventi. Eppure  i dati più recenti sull’economia italiana, diffusi da Confcommercio, non riportano nulla per cui stare tranquilli.

Non solo continuano a scendere i consumi, infatti, ma continua ad avanzare la cassa integrazione (che nel 2010 potrebbe raggiungere il miliardo di ore) ed è preoccupante il tasso di disoccupazione, l’aumento di prezzi e tariffe, stimato dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, per il 2010, si traduce in una stangata di 1.118 euro a famiglia e il potere di acquisto si riduce di giorno in giorno.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il