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Federalismo sanità e fisco approvati: cosa cambia e novità

Fisco e sanità: le novità del federalismo



Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo sul federalismo fiscale di regioni e province e sui costi standard per la sanità. Ora lo schema di decreto legislativo dovrà essere esaminato dalla Conferenza unificata e dalle commissioni parlamentari, per poi tornare in consiglio.

La novità comprende i tre provvedimenti sul fisco regionale, quello provinciale e i costi e fabbisogni del settore sanitario. In questo modo si conclude il varo dei decreti legislativi del federalismo fiscale.

Secondo le nuove norme le Regioni potranno aumentare l'Irpef dell'1,4% nel 2013, dell'1,8% nel 2014 e del 3% nel 2015, mentre non potranno aumentare l'Irpef per i primi due scaglioni di reddito, cioè dipendenti e pensionati, e nemmeno diminuire l'Irap in caso di aumento dell'addizionale Irpef. Le Regioni, inoltre, potranno scegliere di modulare gli aumenti, a seconda degli scaglioni di reddito, salvaguardando però i primi due scaglioni.

Dal Fisco regionale si salverà chi dichiara redditi inferiori a 28 mila euro lordi, mentre gli altri contribuenti, a meno che non abitino nelle regioni virtuose del Paese, si troveranno dal 2013 a fare i conti con l’aumento delle addizionali Irpef.

Previsto, dunque, l’incremento delle aliquote: allo 0,9% attuale, si andrà ad aggiungere nel 2013 un altro 0,50% (l’addizionale salirà quindi all’1,4%), nel 2014 arriverà un altro 0,9% (che la porterà all’1,8%) e un ulteriore 2,1% nel 2015 (3%).

Inoltre, non ci sarà compartecipazione all’Irpef, bensì, come chiesto dalle regioni, al 45% dell’Iva. Ricordiamo che non sono state ancora individuate le 3 regioni che dovranno fare da modello per costruire i costi standard nella sanità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il