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Federalismo e irpef: comuni potranno aumentare come tassa locale

Le novità Irpef previste dal federalismo



Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo sul federalismo fiscale di regioni e province e sui costi standard per la sanità. “La pressione fiscale complessiva non aumenterà ma i redditi medio-alti potrebbero pagare più Irpef”. E il Sud non verrà penalizzato.

“Questa è una riforma che unisce”, ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. In base alle nuove norme, le Regioni potranno aumentare l'Irpef dell'1,4% nel 2013, dell'1,8% nel 2014 e del 3% nel 2015, mentre non potranno aumentare l'Irpef per i primi due scaglioni di reddito, che riguardano dipendenti e pensionati, e nemmeno diminuire l'Irap in caso di aumento dell'addizionale Irpef.

Le Regioni, inoltre, potranno anche scegliere di modulare gli aumenti, a seconda degli scaglioni di reddito, salvaguardando però i primi due scaglioni. Le altre novità prevedono, inoltre dal 2012 la scomparsa della compartecipazione all’accisa sulla benzina e l’ abolizione delle tasse per abilitazione professionale, imposta sulle concessioni demaniali e occupazione di suolo pubblico.

E ancora, novità per quanto riguarda il Fondo perequativo, introdotto per Comuni e Province e gestito dalle Regioni, come sostegno agli enti come nuovo indicatore del fabbisogno infrastrutturale per la ripartizione delle risorse, e il nuovo Fondo di solidarietà tra Regioni per finanziare sanità, istruzione, assistenza sociale e trasporto pubblico locale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il