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Come calcolare l'andamento del tasso variabile



Scegliere un mutuo da accendere al momento dell’acquisto di una casa è sempre impresa difficile. Bisognerebbe considerare tante variabili, l’andamento economico, le altalene, soprattutto ultime, dei tassi di riferimento.

Così, se fino a qualche mese fa il variabile era certamente la tipologia di tasso prediletta perché gli indici di riferimento avevano raggiunto i minimi storici, ora che la situazione del mercato immobiliare inizia a cambiare non sembra più tanto conveniente e c’è chi preferisce affidarsi alla rata fissa in modo da subire eventuali sorprese.

C’è anche chi preferisce, addirittura, affidarsi al mutuo a tasso fisso con Cap, cioè con un tetto massimo oltre il quale la rata non può salire. E per chi preferisce comunque il variabile, come funziona il suo calcolo?

Un mutuo a tasso variabile risulta più conveniente: l’indice di riferimento è più basso e solitamente i costi sono minori, ma in futuro c'è il rischio che la rata divenga più alta di quella di un mutuo a tasso fisso, causando grossi problemi a chi si fosse indebitato nonostante le proprie possibilità finanziarie.

Se oggi il costo del denaro è decisamente basso, per l’Euribor 1 mese (indice per i mutui a tasso variabile) a solo un decimo circa oltre i minimi storici, e l'Eurirs (indice per i mutui a tasso fisso) al minimo dagli ultimi 10 anni, con la futura ripresa economica i tassi saliranno e i numeri potrebbero cambiare parecchio, per cui chi avesse acceso un mutuo a tasso variabile al limite delle proprie possibilità economiche, per sfruttare il risparmio immediato, si ritroverebbe nei guai.

Per tenere sempre sotto controllo l’andamento dei tassi del variabile, bisognerebbe osservare in tempo reale i tassi di riferimento Eurirs (Tasso interbancario di riferimento usato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso fisso, diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea e pari ad una media ponderata delle quotazioni alle quali le banche operanti nell'Unione Europea realizzano l'Interest Rate Swap. E' detto anche IRS), e Euribor (Tasso interbancario di riferimento diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea come media ponderata dei tassi di interesse ai quali le Banche operanti nell'Unione Europea cedono i depositi in prestito. E' utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso variabile), utilizzati dalle banche per determinare i tassi sui contratti di mutuo.

Autore:

Marianna Quatraro

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di Marianna Quatraro pubblicato il