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Riforma università Gelmini: mancano fondi. A rischio assunzione ricercatori

Mancano i soldi per la riforma dell'università. Sit in davanti a Montecitorio. Domani si discute in Aula



Oggi è il giorno del sit-in di protesta di fronte a Montecitorio: ad agitare le manifestazioni è di nuovo il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Dopo aver ‘tagliat’ tanto da indurre migliaia di migliaia di precari a protestare da nord a sud dell’Italia proprio qualche giorno prima dell’inizio delle lezioni del nuovo anno scolastico, ora sotto la lente di ingrandimento sono finiti i tagli previsti per il mondo dell’università.

Non ci sono soldi, tuonano dal governo. E allora svaniscono le assunzioni per i ricercatori, già in protesta da qualche settimana fa. La riforma che dovrebbe toccare l’università italiana è a rischio. Il disegno di legge approdato in commissione Bilancio a Montecitorio non riesce a coprire finanziariamente diversi punti, soprattutto quello che prevede l'assunzione di 9 mila professori di seconda fascia (associati) entro il 2016 e che potrebbe sbloccare la protesta dei ricercatori che si astengono dalla didattica.

La conferenza dei capigruppo ha rinviato a venerdì l'arrivo della legge in aula. Non ha gradito il ministro Gelmini. Nel frattempo, oggi, professori, ricercatori e studenti hanno organizzato un sit-in di protesta ad oltranza davanti alla Camera.

Gli studenti chiedono il ritiro del provvedimento, le associazioni chiedono modifiche sostanziali all'articolato che il governo non sembra intenzionato a introdurre, e Cisl, Uil e Flc Cgil, dopo mesi di scontri, per l'occasione ritrovano l'unità sindacale.

Ricordiamo che il numero dei ricercatori contro il disegno di legge che continuano a non insegnare ha superato il 50% e molte facoltà rischiano di non iniziare le lezioni per mancanza di professori.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il