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Mini imprese, ditte individuali e piccoli imprenditori senza Irap: condizioni e requisiti necessari

Le nuove sentenze della Cassazione sui piccoli imprenditori



Un piccolo imprenditore può risultare non soggetto all’Irap, se sprovvisto di autonoma organizzazione. Ad affermarlo è la Corte di cassazione, con tre nuove sentenze depositate, elaborate in relazione all'assoggettabilità o meno al tributo regionale a un tassista, a un coltivatore diretto e a un artigiano.

Le tre sentenze affermano che l'attività del piccolo imprenditore deve ritenersi esclusa dall'assoggettamento all'Irap quando si tratta di un'attività non autonomamente organizzata, requisito che deve essere stabilito dai giudici.

E specificano che l'autonoma organizzazione si ha quando il contribuente risulta, in qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità e interesse, impieghi beni strumentali oltre il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza dell'organizzazione o si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.

Ma dopo le tre sentenze della Cassazione, i rappresentanti delle categorie sollecitano un intervento chiarificatore dell'agenzia delle Entrate, su chi deve pagare e chi no. E la Cassazione precisa che dichiarare un reddito d'impresa o di lavoro autonomo è una questione che non rileva ai fini dell'Irap.

La novità va, dunque, a toccare i piccoli imprenditori, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio o dei componenti della famiglia.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il