Wind, è polemica per l'addebito di servizi mai utilizzati

Diversi utenti abruzzesi denunciano talune gravi anomalie nelle fatturazioni dei servizi forniti dall'operatore Wind. Pare infatti che, a fronte di semplici abbonamenti telefonici, venisse fatturato anche il traffico internet ad utenti che non na



Diversi utenti abruzzesi denunciano talune gravi anomalie nelle fatturazioni dei servizi forniti dall'operatore Wind. Pare infatti che, a fronte di semplici abbonamenti telefonici, venisse fatturato anche il traffico internet ad utenti che non navigavano in rete, o comunque non con WIND.

Inoltre, la voce ADSL è comparsa nelle bollette di diversi consumatori che erano persino sprovvisti di pc. Un'associazione di consumatori si è rivolta al sen. Pedrini affinchè rinnovi l'interrogazione parlamentare al Ministro delle TLC Landolfi.

La vicenda degli abbonamenti internet fatturati anche a chi non li aveva richiesti, ha colpito parecchi cittadini italiani che oggi reclamano e chiedono il risarcimento degli esborsi effettuati.

Al loro fianco si muove il Movimento politico “Coraggio e fermezza” di Pescara, che ha chiesto al senatore Egidio Pedrini di formulare una interrogazione parlamentare al Ministro delle comunicazioni, Mario Landolfi, per far luce sulla vicenda.

Le famiglie coinvolte, avrebbero sottoscritto esclusivamente un abbonamento telefonico con il gestore Wind, mentre poi si sono visti recapitare delle fatture che contenevano anche l’importo di un abbonamento Libero Adsl.

L’abbonamento Adsl, però ha comportato una lievitazione consistente nel costo complessivo della bolletta. Accortisi dell’errore i consumatori hanno prontamente contestato a Wind l’errore commesso nella computazione delle bollette ma per il momento solo alcuni dei cittadini hanno ricevuto, e solo in parte, il risarcimento delle somme versate per anni e non dovute.

Il Senatore Egidio Pedrini ha disposto, mesi fa, un' interrogazione parlamentare rivolta il Ministro Landolfi affinchè illustri e dia conto dell'intera vicenda. Al momento tuttavia non è arrivata alcuna risposta ufficiale.

«Persistono molti casi irrisolti», si legge nell’interrogazione parlamentare, «molti degli abbonati “vittime” sarebbero persone anziane, talvolta impossibilitate ad agire per far valere un proprio diritto leso e che si potrebbero ravvisare azioni di non tutela dei cittadini per danni rilevando nelle fatture vari errori.

Oltre al normale risarcimento materiale», continua l’interpellanza, «sussisterebbero i vizi per chiedere anche un risarcimento del danno morale».

Dopo le denunce dei giorni scorsi di “Coraggio e Fermezza”, che ha preparato decine di reclami e altrettanti solleciti, alcuni abbonati hanno ricevuto il risarcimento delle somme versate e non dovute, ma persistono ancora molti casi irrisolti.

L’ufficio relazioni con il pubblico del Movimento si mette a disposizione per visionare le pratiche di abbonamento e indicare le procedure previste per predisporre i ricorsi.


Per informazioni coraggioefermezza@libero.it

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