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Arbitrato lavoro approvato o quasi: funzionamento e cosa cambia. Le novità

Novità e cambiamenti dell'arbitrato per il lavoro. Cosa prevede



La battaglia del Partito Democratico sul collegato lavoro continua: oltre alla presentazione di nuovi emendamenti, il Pd ha presentato la pregiudiziale di costituzionalità per il tema dell'arbitrato secondo equità ai principi costituzionali sotto il profilo sia sostanziale che processuale.

Secondo gli esponenti del Pd, il Senato avrebbe cancellato la correzione intervenuta nel precedente dibattito alla Camera con l'approvazione di un emendamento del Pd che ripristinava la libertà di scelta del lavoratore tra arbitro e magistrato ordinario. Infine, con il concetto di arbitrato secondo equità si apre la possibilità di un peggioramento di norme di legge e di contratto collettivo inderogabili. Ed è per questi motivi il Pd continuerà la sua battaglia contro il collegato lavoro.

Con l’approvazione del Ddl collegato lavoro cambia il meccanismo della sospensione dell'attività imprenditoriale che può essere disposta nei casi più gravi di lavoro sommerso, tanto che ‘definizione’ assumerà due diversi significati. Ci sarà quella formale, per cui sono previste maxisanzioni fino a 12mila euro, e quella sostanziale, prevista in materia di sicurezza del lavoro, destinata alla tutela personale del lavoratore, per cui conterà soprattutto la riconoscibilità di fatto dell'esistenza della relazione lavorativa. Per la sospensione dell'attività imprenditoriale varrà solo quest'ultima.

Questa diversa concezione di nozione si rifletterà nel modo di interpretare e applicare i requisiti necessari alla sospensione dell'attività d'impresa: un maggiore sforzo probatorio per gli ispettori e, d'altra parte, maggiori opportunità di argomentazioni difensive che l'impresa potrà addurre.

Nel caso in cui, per esempio, un ispettore dovesse trovare in cantiere un operaio impiegato in difetto di comunicazione di assunzione, ma con la lettera di assunzione consegnata, potrà contestare il lavoro sommerso e l'impresa potrà eccepire comunque la presenza di un documento obbligatorio che impedirà la sospensione.

Se, invece, si impiegherà un collaboratore senza le previste comunicazioni di assunzione, non si sarà più assoggettabili alla sanzione amministrativa prevista per il nero. Stesso discorso per il lavoro domestico, d’ora in poi escluso dalla maxisanzione.

Si considera in nero qualunque impiego di lavoratori non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria e l'impiego di lavoratori, in misura pari o superiore al 20%, non risultanti dalla documentazione obbligatoria, può determinare l'adozione di provvedimenti di sospensione in relazione all'attività imprenditoriale interessata dalle violazioni. La strada attualmente seguita dagli ispettori è quella per cui occorre provvedere alla sospensione in tutti i casi in cui il lavoro nero risulti da un difetto se privo comunicazione ad altri enti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il