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Riforma giustizia 2010: le novità e i cambiamenti previsti

Le novità della riforma della giustizia: cosa cambia



Sarà discusso entro la prossima settimana in Consiglio dei Ministri: questo quanto assicurato dal premier Silvio Berlusconi circa il progetto sul nuovo piano della riforma della giustizia presentato dal ministro Alfano. Il ministro per l’Attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi, dice: “La riforma della giustizia è opportuna e non deve essere vista come il tentativo di delegittimazione della magistratura. C’è la volontà a riformare nel concreto il sistema giudiziario e farlo possibilmente con l’opposizione non giustizialista e confrontandoci con le toghe non politicizzate”.

Le posizioni dei finiani si riscontrano in un sì alla separazione delle carriere e del Csm ma no alle nuove funzioni alla composizione a maggioranza laica del Csm. No anche ai nuovi poteri conferiti al ministro della Giustizia e no alla nuova collocazione della polizia giudiziaria non più alle dirette dipendenze della magistratura.

Secondo il presidente Berlusconi, i tre punti più importanti per la riforma della giustizia sarebbero la separazione delle carriere di procuratore della Repubblica e di giudice; l’accelerazione dei processi; e, terzo, il rafforzamento dei diritti civili.

Ma le novità effettivamente previste dalla nuova riforma della giustizia risultano in negativo per la magistratura e prevedono: le toghe divise, il pm privato della polizia e dell'obbligatorietà, perfino eletto dal popolo, il Csm depotenziato e messo nelle mani della politica, il Guardasigilli rafforzato e con ampi poteri. Il ministro Alfano dice inolte che “le norme riguardano non solo l'ordine giudiziario, inteso come corporazione, ma un bene essenziale per la vita dei cittadini e per la nazione”.

Entrando più nello specifico, la riforma della giustizia prevede la separazione della posizione costituzionale del giudice da quella del pm: il primo è definito come un potere dello Stato, il secondo come un ufficio regolato dalle leggi dell'ordinamento giudiziario. L'ufficio del pm resta titolare dell'azione penale, ma dovrà esercitarla secondo le priorità indicate dalla legge.  Due saranno poi i Csm, ma avranno solo ruolo burocratico e amministrativo. A presiederli ci sarà il capo dello Stato. I membri saranno eletti per un terzo, o per metà, dalle toghe, per il resto dalle Camere.

Affermata la natura amministrativa degli atti consiliari, il divieto di adottare atti di indirizzo politico e quello di esercitare attività diverse da quelle previste dalla Costituzione. Inoltre, verrà regolamentata l'emanazione di pareri sui ddl, che i Consigli potranno esprimere solo su formale richiesta dal ministro della Giustizia.

Si allargano poi i poteri del Guardasigilli: il ministro riferirà annualmente alle Camere sullo stato della giustizia, sull'esercizio dell'azione penale, sull'uso dei mezzi d'indagine, potrà presentare proposte e richieste al Csm, sarà costituzionalizzata la sua funzione ispettiva, e concorrerà alla formazione dei giudici e dei pm. Altra novità: i cittadini potranno eleggere i magistrati onorari per le funzioni di pm.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il