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Equo compenso: tassa su dvd, lettori mp3, pc e cellulari cancellata legge Ue?

cosa cambia sulla tassa dell'equo compenso. Le novità



Novità dalla Corte di Giustizia Europea per gli stati membri che hanno imposto ai produttori il cosiddetto equo compenso: secondo le ultime disposizioni, questa misura, già approvata dalla legislazione italiana su proposta del ministro Bondi, nasce come una sorta di risarcimento al mondo della produzione musicale a causa della pirateria.

Ciò significa che Dvd, Cd, player MP3 ed altri supporti prevedono il pagamento di una tassa. Ma ora qualcosa sembra cambiare: la sentenza della Corte cambia il concetto di equo compenso e ne formula uno differente rispetto a quello adottato comunemente dagli stati membri.

Ciò che cambia è che l’eventuale pagamento dell’equo compenso dovrà ricadere sui consumatori finali e non sulle aziende. Inoltre, il compenso deve essere commisurato al reale danno apportato e, in caso di danno minimo, il compenso non sarà necessario ai fini della tutela del copyright.

La novità della Corte è nata dal rifiuto della Padawan di devolvere quanto indicato dalla legislazione alla Sociedad General de Autores y Editores: la denuncia da parte di quest’ultima ha portato la Corte a valutare il compenso, giudicato dalla Padawan iniquo ed incompatibile con la legislazione europea. Ciò che la Corte sottolinea, dunque, è che l’equo compenso può essere applicato alle persone fisiche, ma non alle società e alle realtà business. 

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il