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Chi non deve pagare l'irap? Professionisti, piccole aziende e avvocati

Le categorie esenti dal pagamento Irap



Avvocati, piccoli imprenditori a capo di un'attività non autonomamente organizzata, artigiani, piccoli commercianti e professionisti che esercitano attività professionali con i componenti della loro stessa famiglia: sono queste le categorie professionali non soggette al pagamento dell’Irap.

A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione, con tre nuove sentenze che partono dal presupposto di non avvalersi stabilmente di lavoro altrui e non disporre di una strumentazione eccedente il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività per essere esonerati dal pagamento dell’Irap.

La misura sarebbe valida sia per i professionisti sia per gli imprenditori, anche classificati come piccoli. Inserendo anche gli avvocati nella lista di coloro che non devono pagare l’Irap si allunga la lista degli esonerati. La novità giugne dalla Commissione tributaria provinciale di Vercelli.

I giudici tributari hanno accolto il riscorso di una legale, che aveva chiesto all'amministrazione finanziaria il rimborso dell'Irap pagata nei due anni precedenti la domanda, richiesta a cui non aveva ricevuto alcuna risposta.

Nel ricorso alla Commissione, l'avvocato ha specificato come nel periodo di riferimento avesse svolto l'attività professionale senza collaboratori e con l'utilizzo del minimo indispensabile di beni strumentali, cioè di un computer e riviste per l'aggiornamento, esercitando la professione in un ufficio di un'altra professionista.

I giudici piemontesi, per argomentare la propria decisione, hanno fatto riferimento alla sentenza della Corte costituzionale (la 156 del 2001) che ha individuato nell'autonomia organizzativa in grado di potenziare e accrescere la capacità produttiva lo spartiacque che divide chi deve e chi non deve pagare l'Irap.

Secondo il tribunale di Vercelli, l'avvocato aveva diritto ad ottenere il rimborso per i 3.700 euro versati per reddito non superiore a quello di lavoro dipendente; per volume d'affari di poco superiore a quello dei contribuenti minimi; per attività svolta in uno studio di appena 18 metri quadrati e in comodato d'uso da una collega; e per la dotazione di un pc e riviste giuridiche, che sono il minimo indispensabile per le prestazioni professionali.

Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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