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Telecomunicazioni 2010 in Italia: settore in difficoltà. E non colpa solo dell'Adsl.

Telecomunicazioni italiane in crisi. Causa ed effetti



Telecomunicazioni italiane in crisi: il ritardo nella banda larga rispetto ai grandi paesi europei, il difficile equilibrio con i nuovi protagonisti del web che fanno impennare il traffico, l’avvento dei cosiddetti attori esterni.

Sono tutti fattori destabilizzanti di un sistema che si è mantenuto più o meno uguale dalla sua nascita ad oggi. Che serva innovazione, cambiamento, novità è cosa certa da un bel po’, ma bisognerebbe capire quale è la strada migliore da percorrere per intraprendere il cambiamento.

Negli ultimi quattro anni, il mondo delle tlc ha perso in ricavi quasi l'8%, circa 4,5 miliardi di euro e, secondo il rapporto realizzato per l'associazione di Confindustria Asstel da Analysys Mason, la crisi internazionale in Italia ha solo accentuato una contrazione di natura strutturale. È dal 2006 che il settore è in lenta decadenza.

E a risollevarne le sorti, secondo gli esperti, non basta lo sviluppo della tanto agognata banda larga non basta. Le vecchie linee telefoniche sono calate di 5 milioni portando l'Italia al più basso livello di penetrazione del fisso a livello europeo, al 77%; per quanto riguarda l’Adsl, tra giugno 2009 e giugno 2010 gli accessi alla banda larga fissa sono aumentati di oltre il 7% ma restiamo all'ultimo posto tra i cinque principali paesi della Ue e l'esplosione di schede e chiavette o smartphone per il collegamento alla banda larga mobile è il fenomeno più evidente degli ultimi anni, ma non basta a portare il valore dell’Italia in linea con gli altri paesi.

Senza contare l’avvento dei cosiddetti ‘attori esterni’, cioè i grandi motori di ricerca, i social network, come Google, Youtube, Facebook, che stanno rivoluzionando e allargandoo il modo di telecomunicare, relegando in un angolo i tradizionali gestori telefonici.

I servizi dei nuovi attori hanno, infatti, stravolto le regole di dimensionamento della rete, facendo aumentare il traffico Ip sulle reti e conseguentemente i costi. Quale dunque la via d’uscita da questo momento che sembra essersi fermato?

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il