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Fondi pensioni: rendimenti migliori del Tfr nel 2010

Andamenti e rendimenti dei fondi pensione. Confronto con il Tfr



Fondi pensione battono il Tfr per valori medi che si attestano sul 2,29% contro l’1,84%. Gli ultimi dati raccolti da Assofondipensione, dicono che nei primi nove mesi del 2010 il rendimento medio dei fondi pensione è stato pari al 2,3% mentre nello stesso periodo il Tfr ha reso meno.

La differenza, però, deriva dal fatto che mentre i contributi ai fondi iniziano a maturare rendimenti sin dal momento del versamento, la rivalutazione del Tfr mantenuto in azienda viene effettuata solo sull'importo maturato al 31 dicembre dell'anno precedente e non anche sugli accantonamenti effettuati nell'anno in corso.

Questo meccanismo comporta una differenza, a sfavore del Tfr di circa lo 0,2%. Bisogna considerare anche il trattamento fiscale, migliore, riservato ai fondi e il contributo addizionale del datore di lavoro. Il fondo pensione negoziale (detto anche chiuso o contrattuale o ad ambito definito) è uno strumento di previdenza complementare, istituito sulla base di accordi tra le organizzazioni sindacali e quelle imprenditoriali di specifici settori.

L'accesso a tali fondi è riservato a specifiche categorie di lavoratori e vengono alimentati con contributi del datore di lavoro, del lavoratore e, volendo, da una quota dello stesso Tfr. Il lavoratore dipendente può scegliere se lasciare il Tfr presso l'azienda in cui lavora o destinarlo ad un fondo pensione, i cui rendimenti maturano prima.

Secondo gli ultimi dati, l’attivo netto destinato alle prestazioni (ANDP) supera i 21 miliardi di euro, facendo registrare una variazione positiva da inizio anno pari al 15%.

Ma i dati aggiornati al 30 settembre invitano, più che a considerazioni sull’andamento finanziario, ad una riflessione su elementi che testimoniano le difficoltà del mercato del lavoro: da inizio anno, a fronte di 14.546 uscite per pensionamento, le uscite per riscatto in fase di accumulo sono state oltre 37.000; i riscatti a seguito di cassa integrazione, sconosciuti fino allo scorso anno, hanno superato ad oggi il numero di 2.000, mentre il numero totale degli iscritti è diminuito del 1,20% e le nuove adesioni, che nel corso del 2009 furono oltre 61.000, al 30 settembre 2010 si collocano sotto le 38.000 unità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il