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Lavoratori a progetto e atipici: pensione sociale se si guadagna 1200 euro

Pensioni inferiori alla somma dell'assegno sociale: la situazione per i lavoratori precari e a progetto



La bestia nera di oggi si chiama assegno sociale, è pari a poco più di 400 euro, e l'Inps lo eroga ai bisognosi. Ma la novità è che molti giovani lavoratori atipici rischiano di ricevere questo sussidio invece della pensione.

La questione della previdenza dei parasubordinati è arrivata la scorsa settimana in Parlamento e finisce in piazza. Ciò che emerge con chiarezza è che per i collaboratori (prima co.co.co. e poi co.co.pro.) che hanno cominciato a lavorare nel 1996, quando fu istituita la speciale gestione presso l'Inps, e che non riescono a trovare un posto fisso, il futuro per quanto riguarda l’argomento pensioni non è certo roseo.

Nei primi anni della gestione, infatti, ai parasubordinati senza altra copertura previdenziale pubblica si applicava un'aliquota contributiva del 10-12%, poi salita fino al 26,72% in vigore dal primo gennaio 2010. Essendo i redditi di questa categoria di lavoratori generalmente bassi e discontinui risulta piuttosto evidente che col metodo contributivo, applicato a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo la riforma Dini, sarà difficile maturare una pensione superiore all'assegno sociale (che ammonta oggi a 411 euro al mese).

Il paradosso, però, è che con i contributi che i parasubordinati versano al loro fondo Inps vengono pagate le pensioni alle categorie che non ce la farebbero con i soli versamenti dei loro iscritti, dai dirigenti d'azienda ai lavoratori degli ex fondi speciali: telefonici, elettrici, trasporti.

La situazione migliora se riferita ai parasubordinati che hanno cominciato a lavorare in questi ultimi anni anche se la possibilità di raggiungere una pensione dignitosa dipende fondamentalmente dal reddito percepito durante gli anni di lavoro e dalla sua continuità.

L'assegno sarà comunque sempre inferiore a quello di un lavoratore dipendente, che paga il 33% di contributi. Critica poi la situazione per chi non riesce ad uscire dalla precarietà.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il