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Polizia spia italiani su Facebook. Smentita

Accesso libero ai meandri di Facebook per la polizia postale. La notizia



La Polizia Postale italiana potrà accedere ai contenuti su Facebook grazie ad un accordo siglato con il social network di Mark Zuckerberg.

Scopo dell’operazione è nella necessità di rendere quanto più rapidi possibile le procedure di indagine, consentendo così alla Polizia Postale di intervenire immediatamente dopo le segnalazioni per procedere con eventuali controlli, censure o semplici verifiche da allegare ad eventuali atti processuali.

I dirigenti della Polizia postale due settimane fa si sono recati a Palo Alto, in California, e hanno strappato, primi in Europa, un patto di collaborazione che prevede la possibilità di attivare una serie infinita di controlli sulle pagine del social network senza dover presentare una richiesta della magistratura e attendere i tempi necessari per una rogatoria internazionale.

Con il nuovo sistema, i 400 agenti della Direzione investigativa della Polizia postale e delle comunicazioni potranno registrare i quasi 17 milioni di profili italiani di Facebook.

Effettuare controlli su Facebook, significherà per le autorità permettere controlli approfonditi all’interno di gruppi ben identificabili e potenzialmente pericolosi, ricostruire conoscenze e trame comunicative, consentire la repressione del cyberbullismo, chiudere account che si macchiano di reati ed eliminare messaggi potenzialmente lesivi dell’onore altrui. In ogni caso, comunque, andranno però stabilite modalità e regole da seguire per effettuare tali controlli in modo da non invadere troppo la privacy degli utenti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il