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Obbligazioni a lunga scadenza 50 e 100 anni: rendimenti

Cosa cambia nel mondo delle obbligazioni. Le tendenze attuali



Non solo Goldman Sachs, sono altre anche le grandi banche ad aver allungato le scadenze delle ultime emissioni. Recentemente lo ha hanno fatto anche Lloyds Banking, che ha emesso bond per 750 milioni di dollari in 40 anni con cedole del 7,75%, mentre a inizio mese Jp Morgan ha raccolto 1,25 miliardi di dollari attraverso un prestito trentennale con cedola al 5,5%.

L'offerta, però, è stata rivolta a investitori istituzionali. Si tratta tuttavia di bond di breve durata se paragonati ai bond perpetui o all'emissione a 100 anni di fine agosto da parte della società di trasporti statunitense Norfolk Southern. Il rating è più rischioso rispetto a quello di Goldman Sachs (Baa1 secondo Moody's e BBB+ a parer di Standard & Poor's e Fitch).

Scade fra 100 anni anche il prestito obbligazionario richiesto a fine agosto dall'istitito di credito olandese Rabobank (350 milioni con cedola pari al, 5,8% annuo). Ma cosa spinge gli istituti ad aumentare l'emissione dei bond? Nicola Trivelli, direttore investimenti di Sella Gestioni, spiega che “Gli emittenti cercano di sfruttare l'opportunità attuale offerta dal mercato con tassi particolarmente bassi per finanziarsi a costi inferiori rispetto alla media storica.

Basti pensare che oggi il bund tedesco a 10 anni paga il 2,25% mentre a inizio anni '90 pagava il 9% e a metà '90 il 7,5%, per fare un esempio di quanto in questa fase siano eccezionalmente bassi i tassi”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il