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Nuova Rete Internet in fibra ottica: nasce società pubblica-privata

Al via la società unica per la rete in fibra. L'accordo



Nasce una società unica per dare vita alla rete di nuova generazione in fibra ottica: si tratta di una decisione importante che si realizza proprio quando l'Unione Europea, attraverso il Commissario per l'Agenda Digitale Neelie Kroes, segnala le mancanze del nostro Paese.

L'accordo è stato firmato dal ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, con sette operatori: Telecom Italia, Vodafone, Fastweb, Wind, Bt Italia, Tiscali, 3.

La società che si occuperà della creazione della NGN, ma, secondo gli accordi, solo dove i singoli operatori non vorranno o non potranno intervenire in prima persona, non si occuperà di ogni aspetto ma solo delle infrastrutture passive: scavi, cavidotti, canaline e via di seguito.

Telecom Italia, infatti, non avrebbe accettato interventi condivisi in aree dove ha già investito o ha intenzione di farlo in autonomia. Gli apparati e la fibra restano, dunque, fuori dall'accordo: ogni operatore potrà piazzare le proprie infrastrutture attive o affittare quelle esistenti secondo tariffe ancora da definire previo parere dell'AGCOM.

La condivisione delle infrastrutture passive avverrà solo nelle aree dove non ci sono già iniziative private in campo. Fuori dal discorso, per esempio, Roma, Milano o altre grandi e medie città. Entro tre mesi il comitato composto dal ministro e dai rappresentanti degli operatori dovrà decidere la governance sulla base dei flussi di investimento dei singoli gestori. Il sistema è, dunque, quello misto pubblico-privata.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il