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Ferrovie tagliano pausa sigaretta: rivolta in stazioni

Trenitalia riduce i tempi degli intervalli lavorativi e i dipendenti insorgono



Trenitalia riduce i tempi degli intervalli lavorativi previsti, definendoli un ‘lusso insostenibile’ e i dipendenti si ribellano. C’è chi aspettava quegli intervalli per staccare un po’ la spina, chi per fumarsi una sigaretta come pausa, chi semplicemente per andare in bagno.

Ma da due settimane gli intervalli concessi ai bigliettai dell'atrio della stazione centrale di Bologna sono stati tagliati, da un'ora al giorno in tre intervalli da 20 minuti ciascuno a 15 minuti una volta solo in tutta la giornata. I sindacati insorgono e minacciano lo sciopero, mentre Trenitalia replica che "quello è il tempo previsto dalla legge e dal contratto nazionale e così si migliora il servizio per i viaggiatori".

Le tre pause dei bigliettai sono un lusso che Trenitalia non può più concedersi e così saltano gli intervalli riconosciuti per la prima volta proprio a Bologna nel 1994, per ridurre il boom di malattie da stress registrato a inizio anni Novanta tra i bigliettai della stazione.

Ad ogni sportello vengono staccati anche circa 300-350 biglietti al giorno, quasi uno al minuto, e il ritmo aveva iniziato a diventare pesante per i lavoratori. Così si era deciso per i tre intervalli da 20 minuti ciascuno all'interno del turno giornaliero di 7 ore e 12 minuti.

Oggi cambia di nuovo tutto,motivato anche col fatto che l’introduzione dei nuovi mezzi tecnologici permettono di  effettuare (a Bologna per esempio) tra il 40 e il 45% dei biglietti alle biglietterie automatiche, senza contare Internet, e quindi le pause agli sportelli tradizionali vanno tagliate avvicinandosi ai 15 minuti riconosciuti per legge.

Ma Alberto Ballotti, segretario della Filt Cgil, tuona “È una scelta inaccettabile, quelle pause non ce le siamo inventate per lavorare meno ma per migliorare il servizio agli sportelli e Trenitalia non può tagliarle unilateralmente”.  

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il