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Radio e tv web: nuove regole 2010. Proteste

Nuove norme per chi trasmette su Internet. Cosa cambia



Nuove regole per chi trasmette su Internet: l’Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) ha, infatti, appena approvato nuovi obblighi e regole per radio e tv che operano sul web. E sono nate subito le prime proteste.

Fino ad oggi le web tv e web radio sono state libere da regole e obblighi, ma a sconvolgere tutto è arrivata l’Agcom imponendo il primo pacchetto di burocrazia nella loro storia.

Secondo le nuove regole, dovranno pagare 750 e 1.500 euro (rispettivamente) per iniziare le trasmissioni e inviare ad Agcom una dichiarazione di inizio attività (Dia), e dovranno sottostare ad alcune regole mutuate dalle realtà editoriali tradizionali, per esempio la tutela dei minori e l'obbligo di tempestiva rettifica, ad eccezione delle micro-web tv, quelle che cioè trasmettono meno di 24 ore di programmi in una settimana.

Secondo i ‘contrari’ alle novità, le nuove norme rischiano di soffocare uno scenario ancora nascente e molto prolifico di progetti, spesso condotti con pochi mezzi ma con fini di utilità sociale. Il primo tra i politici a non essere d’accordo con l’emanazione delle nuove regole è stato Antonio Di Pietro (Idv), che si è detto pronto a lanciare la mobilitazione in rete.

Pronti alla protesta anche gli esponenti PD più attenti ai problemi di internet. Ricordiamo che in Italia sono 346 le micro web tv italiane, 18 le web tv dell'Aquila, che cercano di indagare sul dopo terremoto e molte quelle che si occupano di inchieste cittadine come FuoriTv (Modena), VersiliaInTv (nota per avere documentato per prima la strage di Viareggio), Teledenuncio (Napoli), IlFatto. tv (Molfetta), Crossing. tv (Bologna), PieroDaSaronno (Saronno, ideata da un pensionato 72enne e ora punto di riferimento per le notizie cittadine).

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il