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Fotovoltaico e imprese: come fare un impianto su misura con i nuovi incentivi 2010-2011

Gli incentivi a disposizione di imprese che vogliono installare un impianto fotovoltaico. Come fare



Le imprese che vorranno dotarsi di un impianto fotovoltaico prossimamente. potranno godere dei nuovi incentivi in arrivo, nonostante dal primo gennaio 2011 siano previsti tagli del 18-20% degli incentivi rispetto a quest'anno. C’è chi assicura, però, che questa riduzione non comprometterà la sostenibilità dell'operazione.

Il fotovoltaico presenta vantaggi notevoli, a partire dal fatto che ogni chilowattora di energia elettrica prodotta riceve per 20 anni un contributo pubblico (tariffa incentivante) erogato dal Gse, il Gestore dei servizi energetici, per arrivare al fatto che l'energia prodotta e immediatamente consumata riduce il peso della bolletta elettrica, e che l'energia ceduta alla rete, perché non utilizzata dall'impresa, viene comunque remunerata, con il meccanismo dello scambio sul posto (per impianti fino a 200 kW) o con la vendita (per impianti più grandi, e in questo caso quasi tutte le imprese scelgono il ritiro a prezzo fisso da parte del Gse anziché la vendita sul mercato).

Per quanto riguarda i costi, bisogna considerare l'investimento iniziale, le spese per la manutenzione periodica e il premio delle polizze contro furti e danni. Per decidere come procedere nel momento in cui si sceglie di installare un impianto fotovoltaico, il Gifi, Gruppo imprese fotovoltaiche italiane di Anie, consiglia innanzitutto di verificare i consumi elettrici dell'azienda, di valutare poi con un tecnico/progettista l'opportunità di un impianto per consumo totale o parziale dell'energia prodotta, di valutare eventuali soluzioni architettoniche innovative/integrate, e di accertare, infine, che si verifichino tutti i passaggi per l’autorizzazione alla realizzazione dell'impianto in funzione delle potenze e degli eventuali vincoli.

Oggi per 1.800-1.900 euro al kW di potenza, ricordiamo, si possono acquistare sul mercato moduli di buona qualità, ma si può scendere fino a 1.100-1.200 euro. Il costo dell'impianto ‘chiavi in mano’ è più alto di quello dei singoli componenti e dipende dalla taglia della struttura e dalle difficoltà di installazione. Un impianto da 20 kWp potrebbe, per esempio, costare 4.200 euro al kW se la posa in opera non è complicata, mentre un impianto da 100 kWp avrà un costo totale da 350mila a 400mila euro.

Ricordiamo, inoltre, che il conto energia prevede che per 20 anni tutta l'elettricità prodotta dall'impianto fotovoltaico (autoconsumata o immessa in rete, non fa differenza) venga ricompensata con un contributo pubblico, chiamato tariffa incentivante.

Per esempio, un impianto su un edificio in Lombardia, con una potenza di 200 kWp, entrato in funzione nei primi quattro mesi del 2011, il primo anno riceverà circa 85mila euro di contributi, mentre al Sud Italia l'importo sarebbe più alto. L'incentivo è versato dal Gse con cadenza mensile o bimestrale a seconda del regime di cessione.

Gli impianti oltre i 200 kW di potenza non hanno lo scambio sul posto e devono vendere l'energia che cedono alla rete, scegliendo tra due opzioni: il ritiro da parte del Gse a prezzo minimo garantito (la via più praticata) e la vendita sul mercato elettrico (riservata a chi fa dell'energia il proprio business principale).

La tariffa incentivante è esente da Iva, ma fa reddito ai fini dell'imposte dirette e dell'Irap (infatti il Gse la versa alle imprese applicando una ritenuta del 4%) e per le imprese che scelgono lo scambio sul posto, il contributo in conto scambio è reddito ed è soggetto Iva.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il