BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Misurare stress sul lavoro obbligatorio per legge per le aziende nel 2011

Stress sul lavoro: test per prevenirlo o eliminarlo



stress sul lavoro oggi più attuale che mai. Per cercare di 'cpmbatterlo', i livelli di stress dovranno essere d'ora in poi valutati in ogni luogo di lavoro, pubblico e privato, piccolo o grande per introdurre poi eventuali misure per eliminarlo o ridurlo al massimo.

Questa è la nuova disposizione del ministero del Lavoro, Maurizio Sacconi, secondo cui “la valutazione dei rischi da lavoro deve comprendere tutti i rischi per la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Non solo, quindi, i fattori tradizionali, come, per esempio, l’uso di sostanze nocive o di macchinari pericolosi, ma anche i rischi di tipo immateriale, tra i quali, espressamente, quelli che riguardano lo stress lavoro-correlato”.

Una commissione di esperti del governo, delle Regioni e delle parti sociali ha definito un percorso che rappresenta il livello minimo di attuazione dell’obbligo al quale dovranno attenersi tutti i datori di lavoro.

Definendo lo ‘stress lavoro-correlato’  come ‘la condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale e conseguenza che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro’, il ministero forse consapevole dell’ampiezza di questa definizione, avverte che lo stress da considerare è solo quello causato da fattori propri del contesto e del contenuto del lavoro, da non confondere con motivi personali o familiari di stress.

La valutazione dello stress dei dipendenti sarà compito del datore di lavoro insieme a un medico competente, nominato, e previa consultazione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

La valutazione avviene in due fasi: la prima obbligatoria tesa a rilevare indicatori oggettivi e verificabili, dai turni ai conflitti interpersonali al lavoro, alla corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e ciò che viene richiesto loro all’evoluzione e sviluppo di carriera.

Se non emergono elementi di rischio, il datore di lavoro dovrà solo comunicare i risultati nel Documento di valutazione del rischio e prevedere un piano di monitoraggio, se, invece, risultano fattori di stress, saranno adottati (fase due) opportuni interventi correttivi.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il