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Diminuire o bloccare rate mutuo: come fare e requisiti necessari

Le soluzioni mutuo per chi è in difficoltà nel pagamento delle rate mensili.


Aumento dell’euribor, perdita del lavoro ed eventuali problemi familiari possono rendere pesante, e talvolta impossibile, pagare le rate del mutuo. Dopo la crisi economica, che ha creato non poche conseguenze negative, le banche e le istituzioni hanno studiato diversi strumenti per aiutare coloro in difficoltà, permettendo, eventualmente, di sospendere la rata per un breve periodo.

Dalle rinegoziazioni alle surroghi, sono nate novità che permettono di abbassare i costi, consentendo, però, di garantirsi un tetto sicuro sotto cui vivere. Questi nuovi strumenti intervengono quando le condizioni del proprio mutuo diventano insostenibili. In questi casi si può rinegoziare il finanziamento con la propria banca o fare una surroga.

La surroga o surrogazione è un operazione con la quale si sposta il mutuo presso una banca differente per accedere a migliori condizioni. In sostanza si accende un nuovo mutuo utilizzando l’ipoteca originaria di quello vecchio (per questo motivo si usano anche i termini trasferire, trasferimento del mutuo).

Supermoney, il portale di comparazione mutui e tariffe, definendo il profilo di un cliente tipo per un mutuo da 100 mila su un immobile che ne vale 140, ha elencato le offerte migliori. Tra queste, la più conveniente è quella di Mutuo Arancio di ING Direct, che prevede una rata mensile di 515 euro, a seguire troviamo Mutuo Sostituzione di Iw Banck, che prevede una rata mensile di 530 euro, e in terza posizione c’è Domus Mix Multiopzione, con una rata mensile di 532 euro.

Altra soluzione cui rivolgersi in caso di difficoltà è il Fondo di solidarietà, che permette la sospensione della rata del mutuo fino a 18 mesi in caso di eventi gravi come decesso o malattia di un membro della famiglia, spese mediche, di perdita lavoro o di ristrutturazione per opere di 5 mila euro.

Per beneficiare di questo fondo, bisogna che la casa per cui si richiede sia abitazione principale, che il mutuo sia attivo da almeno un anno e non superiore ai 250 mila euro e che l’indicatore Isee familiare non superi i 30 mila euro.




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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il 23/11/2010 alle ore 08:01