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Italia crisi economica come Irlanda: i titoli di Stato hanno retto bene

Cosa sta cambiando nei Paesi europei dopo l'ennesima crisi d'Irlanda?



Questo 2010 passerà alla storia come l'annata dell'esplosione del rischio sovrano europeo, basta vedere la situazione di Irlanda, Spagna e Portogallo, mentre per l'Italia si chiude nella norma. La gestione del debito pubblico italiano ha inviato messaggi tranquillizzanti nel corso dell'intero anno, anche nei momenti di altissima tensione per le crisi di Grecia e Irlanda.

Eccetto rare eccezioni, ogni maxi-asta italiana ha raggiunto il tetto massimo prefissato, dati che stanno a sottolineare il fatto che l'Italia raccoglie sempre quello di cui ha bisogno, mentre l'impennata dei rendimenti dei bond governativi greci, irlandesi, portoghesi e spagnoli è provocata dall'incertezza degli investitori sulla capacità di questi stati di poter raccogliere sempre e comunque gli ammontari necessari per rimborsare i prossimi titoli in scadenza.

La crisi si estende dall’Irlanda alla penisola iberica e colpisce i mercati: precipitano le Borse e l’euro e si diffondono i timori di un attacco speculativo in grande scala. Mentre a Dublino si discute il salvataggio da 85 miliardi di euro, gli operatori puntano la loro attenzione su Portogallo e Spagna, mentre la cancelliera tedesca, Angela Merkel, sostiene come l’euro sia in una situazione ‘eccezionalmente seria’.

E il ministro delle Finanze Wolfgang Schauble, aggiunge: “É in gioco la moneta unica. Gli aiuti per l’Irlanda sono uno strumento di difesa dell’euro” Il mercato, che sta archiviando il 2010, ha anche iniziato a calcolare trend e rischi a venire.

L'Italia il prossimo anno continuerà a detenere il primato di più grande emittente di titoli di stato in euro, con aste per almeno 200 miliardi a medio-lungo termine in un contesto piuttosto impegnativo, considerando l’andamento altalenante degli ultimi periodi.

I meccanismi di ristrutturazione del debito sovrano a partire dal 2013, con perdite estese ai privati, rischiano di danneggiare il mercato e si teme che tutti i paesi membri dell'eurozona dovranno pagare più caro il collocamento dei titoli di stato nei prossimi anni rispetto alla Germania che, però, pagherà sempre meno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il