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Proteste contro riforma Gelmini università. Ricercatori dimezzati. Studenti entrano in senato. Video

Da Nord a Sud della Penisola proteste contro il ddl Gelmini. Cosa prevede



Continuano le proteste da Nord a Sud dell’Italia per la riforma dell’Università firmata dal ministro dell’Istruzione, MariaStella Gelmini, approvata a luglio in Senato e ora all’esame della Camera. Si tratta di 22 articoli che cambiano l’università italiana.

I punti principali del provvedimento riguardano le figure di ricercatori, professori ordinari, rettori e precari, fondi per la ricerca, novità nei concorsi. Per quanto riguarda i ricercatori, essi avranno un limite temporale di sei anni per abilitarsi all'insegnamento come associato. In caso contrario, non potranno più continuare l'attività accademica.

Anche l'incarico dei rettori avrà un limite temporale: fino ad oggi potevano avere il loro ruolo anche 16 anni, ora la riforma accorcia questo limite ad otto, prevedendo per i responsabili delle sedi accademiche un tetto massimo di due mandati da quattro anni ciascuno, e, in caso di mala gestione, potrà scattare con il 75% dei voti la sfiducia del senato accademico. La riforma toccherà anche i professori ordinari, a partire da quelli a tempo pieno: per la prima volta saranno chiamati a svolgere attività formativa per almeno 1.500 ore nell'anno solare, di cui 350 di didattica. P

er i docenti accademici inquadrati a tempo determinato, le ore di attività previste diventeranno 750 e di queste, almeno 250 dovranno essere impiegate per la didattica. Per quanto riguarda poi l'età pensionabile dei professori ordinari, il limite massimo è stato ridotto da 72 a 70 anni, mentre per gli associati la soglia scende a 68 anni.

Anche i precari nel mirino: l'accesso alla docenza non prevede deroghe o sanatorie per i circa 20mila attuali ricercatori a tempo determinato: tutti correranno il rischio di rimanere esclusi per sempre dall'attività accademica. Colpiti anche i dottorandi, che negli ultimi tre anni sono stati soggetti di un taglio netto delle borse di studio del 30,24%.

Altro punto cruciale riguarda i fondi pubblici per la ricerca che verranno assegnati sulla base di una valutazione che avverrà attraverso comitati composti per almeno un terzo da professionisti che lavorano all'estero, per assicurare l'obiettività del giudizio.

Novità in vista anche per i concorsi: le selezioni saranno affidate a una commissione composta da quattro docenti ordinari estratti a sorte. Più rilevanza verrà data a pubblicazioni, esperienze internazionali, didattica svolta dai partecipanti e a verificarne la rilevanza sarà una commissione specifica.

Chi passerà la selezione acquisirà l'abilitazione all'insegnamento ed entrerà a far parte di un'unica lista nazionale, da cui tutte le università italiane attingeranno, all'occorrenza, i propri docenti. E ancora, prevista la fusione degli atenei più piccoli e nuovi consigli d'amministrazione. Ma la tensione per i provvedimenti di questa riforma sale: gli atenei e le scuole italiane, da Roma a Palermo, da Torino, a Pavia, a Macerata, al presidio sotto Montecitorio, ieri è stata una giornata di scontri che ha visto cortei, manifestazioni, occupazioni in tutta Italia.

Momenti di grande tensione soprattutto nella Capitale, dove un gruppo di studenti in corteo a Roma ha anche tentato un’irruzione al Senato. Il gruppo ha cercato di invadere l'atrio prima di essere respinto dalle forze dell'ordine. Il corteo prima dell'irruzione al Senato si era fermato davanti alla sede della Conferenza dei Rettori delle università italiane lanciando uova che hanno imbrattato anche il tricolore esposto fuori.

Molti urlavano ‘i veri terroristi siete voi’. Ma le agitazioni hanno sconvolto gli atenei di tutta la Penisola. “Gli studenti che contestano le riforme del governo rischiano di difendere i baroni, i privilegi e lo status quo. Alcuni studenti vengono strumentalizzati da esponenti politici della sinistra che oggi hanno deciso di inscenare una sceneggiata sui tetti delle università”. Così ha commentato il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, le mobilitazioni e le contestazioni di ieri contro il decreto di riforma dell'università.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il