BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Riforma Gelmini bocciata: sarà cancellata? Proteste su Torre di Pisa e Colosseo e città. Video

Slitta la Riforma Gelmini alla prossima settimana. Continuano le proteste



Da Milano a Roma a Palermo, passando per Torino, Bologna, Padova, Pisa, Firenze, Ferrara, Parma, Ancona, Sassari, le proteste degli studenti italiani contro il Ddl Gelmini si sono fatte sentire, ed anche fortemente, in tutta Italia.

Dopo i tetti e le piazze, la protesta di studenti, universitari e ricercatori ha toccato anche stazioni e monumenti più importanti d'Italia in tutte le città. Gli studenti hanno ‘occupato’ quattro tra i momenti più famosi: il Colosseo a Roma, la Mole Antonelliana a Torino, la Torre di Pisa, e Sant'Antonio a Padova.

I luogi della cultura sono stati così trasformati in luoghi simbolo della protesta, sono diventati ‘monumenti studenteschi’. E la prossima settimana si replica: “Non ci fermiamo. Queste due grandi giornate di lotta segnano uno spartiacque. Un'intera generazione manifesterà tutta la propria rabbia occupando i luoghi del potere e della cultura”.

Nel frattempo, la riforma Gelmini slitta a martedì 30 novembre. A deciderlo è stata la conferenza dei capigruppo di Montecitorio che, nonostante la contrarietà della Lega, ha accolto la proposta avanzata dal Pd. La maggioranza non è riuscita nello sprint auspicato dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e dalla relatrice Paola Frassinetti (Pdl).

Complice, una nuova spallata dei finiani. Nella mattinata di ieri, infatti, il governo è andato sotto su un emendamento di Fabio Granata (Fli) che ha specificato come l'attuazione dell'articolo 16 del ddl, sull'abilitazione scientifica nazionale, debba avvenire a costo zero. La modifica ha incontrato il consenso di Pd e Udc ed è passata con 282 sì, 261 no e tre astenuti.

Il ministro Gelmini in merito alle proteste degli studenti dice: “E' vero, i giovani attraversano un momento di sfiducia ma non è legato all'università quanto piuttosto al problema del precariato e della disoccupazione. Ma se noi non vogliamo solo scandalizzarci per la fuga dei cervelli e per l'aumento della disoccupazione giovanile, dobbiamo intervenire e sposare la strada del cambiamento. C'è la possibilità, la prossima settimana, per affinare ulteriormente in Parlamento una riforma urgente e indispensabile”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il