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Piano sviluppo sud economico approvato: banca, prestiti agevolati e agevolazioni fiscali

Via libera al Piano per il Sud: cosa prevede



Via libera del Consiglio dei Ministri al via libera al Piano nazionale per il Sud. Il piano dovrebbe prevedere una serie di interventi infrastrutturali da realizzare e riguardanti le strutture sanitarie, assistenziali, scolastiche, la rete stradale e ferroviaria, la rete fognaria, la rete idrica, elettrica, di trasporto e di distribuzione del gas, e toccare le strutture portuali e aeroportuali.

Il Piano per il Sud appena approvato si baserà su risorse del valore di 80 miliardi di euro e, oltre a puntare sulle infrastrutture, punterà sulla fiscalità di vantaggio e sulla Banca del Mezzogiorno. Presentato dal premier Silvio Berlusconi, prevede “provvedimenti sostanziosi e la concentrazione di fondi su iniziative strategiche per non disperdere le risorse in mille rivoli”.

Tra gli elementi chiave del Piano emerge la Banca del Mezzogiorno, progetto fortemente voluto da Tremonti, e il via ad un Fondo specifico per le Pmi (Jeremie). Per quanto riguarda la costituzione della Banca del Mezzogiorno, martedì prossimo Poste e Bcc formalizzeranno a Unicredit l’offerta di acquisto sul Mediocredito Centrale per dare corpo al progetto.

Il nuovo sistema si pone l'obiettivo di sviluppare il credito per favorire la nascita e l'espansione delle piccole e medie imprese del Meridione. Praticamente, si tratterà di una banca di garanzia nell'ambito della gestione di strumenti di agevolazione a carattere sia nazionale sia sopranazionale.

Il Piano per il Sud prevede, inoltre, la nascita di un grande Fondo, battezzato Jeremie, che sfrutti i fondi strutturali europei. Sarà la Banca del Mezzogiorno a utilizzare questo fondo: Jeremie opererà come fondo rotativo per sostenere il credito agevolato, il capitale di rischio e le garanzie.

La Banca del Mezzogiorno dovrà operare per almeno cinque anni come istituzione finanziaria di secondo livello (senza sportelli propri per il pubblico), favorendo la raccolta a medio-lungo termine senza risolvere altri problemi tipici del Mezzogiorno, come ad esempio le carenze infrastrutturali o i servizi pubblici inefficienti, e potrà contare su 111 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali presenti nel Mezzogiorno, cioé 620 sportelli con una raccolta diretta di 15,7 miliardi.

Il premier associa il Piano per il Sud al Federalismo in termini di unità d'Italia e dice: “Credo che con questo piano il governo faccia tutto ciò che si può fare per tenere insieme il Paese. Rispetto al federalismo, il Piano per il Sud è l'altra faccia della medaglia. Si tratta di un piano necessario per focalizzare strategicamente risorse in un quadro caratterizzato anche dall’incapacità delle amministrazioni del nostro Mezzogiorno di realizzare cose per utilizzare i fondi europei”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il