Documenti wikileaks Italia. Berlusconi e Russia. Arabia Saudita, Gran Bretagna. Rivelazioni

Nuovo tsunami mondiale sui grandi della terra: le ultime rivelazioni di Wikileaks



Da Sarkozy a Merkel da Putin a Berlusconi: i nuovi documenti di Wikileaks sconvolgono il mondo. Uno tsunami diplomatico si sta abbattendo sugli Stati Uniti. La Clinton farebbe spiare gli ambasciatori all’Onu e giudizi e commenti poco lusinghieri sarebbero stati espressi nei confronti dei diversi capi di stato.

Una delle notizie più imbarazzanti per Washington è che il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, avrebbe ordinato di far controllare il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon e i vertici delle Nazioni Unite. L'operazione nei confronti delle Nazioni Unite avrebbe, infatti, coinvolto non solo il segretario generale ma anche i membri permanenti inglese, francese, cinese e russo del Consiglio di sicurezza, secondo i documenti pubblicati dal Guardian.

Nel 2009, Hillary Clinton avrebbe inviato ai diplomatici americani una direttiva in cui chiedeva dati tecnici e password sui sistemi di comunicazione usati dai funzionari Onu, dettagliate informazioni biometriche su uomini chiave come sottosegretari o capi di agenzie speciali, oltre a numeri di carte di credito, indirizzi email e numeri di telefono.

Largo poi a critiche nei confronti dei grandi della terra, a partire dal premier italiano. Secondo alcuni documenti rivelati, Silvio Berlusconi ‘è un leader fisicamente e politicamente debole le cui frequenti lunghe nottate e l'inclinazione alle feste significano che non si riposa a sufficienza”.

Queste le parole dell’ex incaricata d'affari americana presso l'ambasciata Usa di Roma, Elizabeth Dibble. Ma non finisce qui, perché Silvio Berlusconi è definito anche “incapace, vanitoso e inefficace come leader moderno” e si fa riferimento a sue ‘feste selvagge’. Ma i giudizi sul premier riguardano anche i suoi rapporti con il presidente Putin, fatto di ‘regali generosi’.

Si dice inoltre che Berlusconi  sembra essere ‘il portavoce di Putin in Europa’. Berlusconi si sarebbe fatto una risata, dicono fonti a lui vicine, quando gli sono stati riferiti i contenuti di Wikileaks. Ma non c’è solo il premier italiano nel mirino dei ‘cattivi’ giudizi degli Usa.

Sarkozy? ‘Autoritario e permaloso, prontissimo a bacchettare i membri del suo staff e il suo primo ministro Francois Fillon. In Yemen, la più importante base di Al Qaeda nella penisola arabica, il presidente Ali Abdullah Saleh è definito ‘annoiato e impaziente’. Positive le parole sul primo ministro isrealiano Benyamin Netanyahu, ‘elegante e affascinante, anche se non mantiene mai le promesse’. Da altri file emerge inoltre: Mahmud Ahmadinejad, ‘Questo è Hitler’, il colonnello Muammar Gheddafi avrebbe ‘Procaci biondine come infermiere’, mentre il presidente afghano Karzai sarebbe ‘Spinto dalla paranoia’. Colpiti anche i reali di Gran Bretagna.

Sulla Russia si dice che sia ‘virtualmente uno Stato della mafia’, secondo i documenti di Wikileaks riportati dai siti di alcuni quotidiani. “La Russia e le sue agenzie usano i boss della mafia per effettuare le loro operazioni, la relazione è così stretta che il Paese è divenuto virtualmente uno stato della mafia”. E ancora, sotto la lente d’ingrandimento i rapporti Roma-Washington e l’Afghanistan, l'Iran e la lotta al terrorismo, le ambizioni nucleari di Teheran.

E ancora, Guantanamo e le trattative con i Paesi stranieri. Secondo alcuni file rivelati, infatti, dopo le numerose polemiche riguardanti Guantánamo, i diplomatici americani fecero pressioni su alcuni Paesi stranieri perché accettassero alcuni detenuti del carcere. Alla Slovenia fu detto che se voleva incontrare il presidente degli Stati Uniti Barack Obama avrebbe dovuto accettare un prigioniero mentre all’isola di Kiribati furono offerti incentivi per milioni di dollari in cambio di un gruppo di detenuti e al Belgio fu detto che accettare detenuti sarebbe stato “un modo low cost di emergere in Europa”.

Protagonista anche la Cina: dal 2002 le autorità cinesi avrebbero diretto un’intrusione nei sistemi informatici di Google, come rivelato da una fonte cinese all’ambasciata Usa di Pechino e come è riportato in un telegramma riservato reso pubblico da Wikileaks.

L’attacco a Google, dunque, faceva parte di una campagna coordinata di sabotaggio informatico condotta da agenti governativi, esperti privati e fuorilegge di internet reclutati dal governo cinese, che fin dal 2002 avrebbero avuto accesso al sistema informatico del governo Usa e dei suoi alleati occidentali.

Nel frattempo, Wikileaks si trova ora a dover affrontare un attacco informatico, nato per ‘paralizzarlo’ dopo le ultime rivelazioni che hanno provocato un vero e proprio terremoto sul palco politico mondiale.

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di Marianna Quatraro pubblicato il