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Btp differenziale a 200 punti. Ma i Titoli di Stato richiesti. Rischio crisi default per Italia?

Conseguenze e previsioni dei mercati dopo il piano salva Irlanda



Il rischio dei debiti sovrani dell'Eurozona riporta sui mercati azionari un clima di rinnovata paura. I listini europei non hanno creduto al piano di aiuti all'Irlanda da 85 miliardi e dopo un rialzo iniziale, durato poco più di un'ora, hanno registrato nuovi ribasso.

Il piano salva Irlanda non convince, dunque, le Borse, a partire da Piazza Affari che ha raggiunto il nuovo record del premio di rendimento pagato dai Btp italiani decennali rispetto al Bund tedesco, volato a nuovi massimi dall'introduzione dell'euro, toccando i 200 punti base e portando il rendimento al 4,68%.

Tra i titoli peggiori del listino milanese, in forte ribasso Intesa Sanpaolo (-4,11%) e Unicredit (-3,5%), Ubi Banca (-4,66%), Banco Popolare (-4,61%), Fondiaria - Sai (-5,71%). Giornata di tensione anche per Mediaset (-3,4%). Negativa anche Fiat (-2,96%) nel giorno della presentazione delle nuove strategie del Lingotto (e del nuovo marchio) a Piazza Affari. Tra i pochi titoli in controtendenza spiccano Mediolanum (+1,2%) e Autogrill (+0,6%).

L'euro si mantiene debole intorno a quota 1,31 dollari, il minimo degli ultimi due mesi. Le preoccupazioni sulla tenuta del debito dei paesi periferici, Portogallo e Spagna in primo luogo, si riflettono sull'andamento dell'euro, appunto scivolato sotto 1,31 dollari, attestandosi sui minimi degli ultimi due mesi. Bene i Titoli di Stato spagnoli, che a dieci anni sono saliti al 5,330%, il nuovo massimo dal 2002; bene anche per i rendimenti dei BTp triennali e decennali, bene anche i BTp italiani decennali.

Volano le banche irlandesi e Bank of Ireland annuncia un aumento di capitale. Bene in particolare Allied Irish e Bank of Ireland in volo, rispettivamente del 17% e del 6%. Chiude in rialzo anche Nikkei. Deutsche Bank teme che il Portogallo possa fare ricorso nel 2011 all'ombrello-anticrisi messo a punto da Ue e Fmi, sostenendo anche, però, che dopo Lisbona l'effetto ‘domino’ dovrebbe fermarsi alla Spagna.

Sarà in Spagna, infatti, che il debito sovrano fermerà la sua espansione e che proteggerà gli altri paesi periferici dell'Eurozona. Fuori, dunque, dalle zone a rischio l’Italia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il