BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Fiat Mirafiori: piani B di Marchionne. Rivedere contratto auto. Scioperi

Piani B per Mirafiori. La situazione



La Fiom, con l'adesione dei Cobas, alle carrozzerie e alle meccaniche di Mirafiori ha dichiarato due ore di sciopero. Gli operai sono rientrati oggi dopo un periodo di tre settimane di cassa integrazione e solo questa settimana saranno tutti al lavoro nello stabilimento torinese, dove la cassa integrazione riprenderà a partire dalla prossima settimana.

A spingere alla proposta della Fiat che ha portato allo stop delle trattative sul piano di rilancio dello stabilimento. “Lo sciopero rappresenta una prima reazione spontanea dei lavoratori”, ha detto Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom. Secondo la Fiom, le linee di montaggio, verniciatura e lastratura erano ferme e lo sciopero ha avuto una adesione attorno al 60%.

Secondo l'azienda, lo sciopero ha avuto un'adesione del 13%. Critica la reazione degli altri sindacati confederali: “Questo sciopero ha motivazioni singolari e, per taluni versi, addirittura incomprensibili”, ha affermato Eros Panicali, segretario nazionale della Uilm.

Secondo Pierluigi Bersani, segretario del Pd, “Auspico che il confronto continui, che l'investimento si faccia e si faccia in Italia. Non ho capito perché è così indispensabile uscire dal contratto nazionale. La situazione Mirafiori potrebbe non riprodurre Pomigliano.

Certamente il contratto deve essere più leggero ed essenziale, ma da segretario del Pd e da politico dico che in un Paese già frantumato bisogna fare attenzione prima di buttare via le regole che tengono insieme il Paese”. Nel frattempo, i lavoratori di Mirafiori sono tornati allo stabilimento dopo la cassa integrazione e la fabbrica funzionerà a pieno ritmo solo per una settimana.

Le tute blu dicono sì al contratto aziendale ma manifestano contro l'applicazione del modello Somigliano, preoccupate che l'investimento da un miliardo previsto dalla Fiat possa saltare e chiedono ‘un accordo giusto che salvi le regole’.

Intanto, l’ad Fiat, Sergio Marchionne, torna a parlare di relazioni sindacali e dell'eventualità che la Fiat esca da Confindustria, e dice: “Su Mirafiori ho diversi piani B. Io non ho preconcetti, lavoro nel contesto che ho ma Fiat è in società con Chrysler e dobbiamo garantire a loro il successo degli investimenti”. E sullo stabilimento torinese dice di non sapere se ci sarà un accordo entro Natale. “Il dialogo è in corso”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il