Documenti Wikileaks Vaticano,Russia e Arabia Saudita dopo arresto fondatore.Attacchi carte e Paypal

Nuove rivelazioni Wikileaks dopo l'arresto di Assange



La vicenda Wikileaks e quella privata che coinvolge Julian Assange, accusato di stupro in Svezia, consegnatosi volontariamente martedì scorso a Scotland Yard, incarcerato e a cui è stata negata l’uscita su cauzione, stanno sconvolgendo il mondo intero, dal quello politico a quello economico a quello rete, dalla parte del fondatore del sito, che continua a sostenere di essere ‘colpevole’ solo di dare il via alla pubblicazione di notizie ed informazioni che è giusto si sappiano.

I sostenitori di Julian Assange proseguono con gli attacchi informatici e dopo le Pste e Paypal è toccato al sito della Mastercard, che avrebbe congelato tutte le transazioni per WikiLeak, nella speranza di ottenere la liberazione del fondatore di WikiLeaks, arrestato a Londra, e il sito continua a diffondere i documenti diplomatici americani e, per la prima volta, spunta anche la voce Ambasciata Vaticano.

Il ‘Papa verde sostiene la linea americana dopo il vertice di Copenaghen’:  così è titolato il primo documento dall'ambasciata Usa presso la Santa Sede pubblicato da WikiLeaks. Datacell, società con base a Reykjavik sotto controllo islandese e svizzero che consente a Wikileaks di ricevere donazioni tramite carte di credito e bonifici, ha annunciato che querelerà la Visa per il suo comportamento gravemente lesivo e che ha deciso di prendere misure legali immediate per rendere nuovamente possibili le donazioni.

L’Operazione Payback (resa dei conti) dei pirati informatici ha colpito anche Paypal, servizio per i pagamenti online finita sotto un attacco dei cyber difensori di Assange, che ha cercato di difendersi. Ma non è tutto: continuano le rivelazioni, a partire da quelle sulla famiglia reale saudita, dove regnerebbe un eccesso di droga e vizi. Si racconta, per esempio, di una festa di Halloween organizzata lo scorso anno da un membro della famiglia reale, dove sono staoi rotti tutti i tabù della rigida morale islamica.

Nella villa di un facoltoso principe della famiglia al-Thunayan l'alcool scorreva a fiumi e non mancavano le prostitute. Alla festa, da cui venne tenuta lontana la polizia religiosa grazie alla protezione della famiglia reale, parteciparono circa 150 persone, uomini e donne, in gran parte tra i 20 e i 30 anni.

Dall’Arabia alla mafia russa che, secondo quanto rivelato da alcuni documenti, rappresenterebbe in Europa una ‘piovra’ che cresce perché ‘protetta’ da Mosca. A questo proposito vengono riportate le preoccupazioni del procuratore spagnolo Jose Grinda Gonzales, che ha sottolineato come proprio la Spagna sia diventata una delle basi delle organizzazioni criminali russe.

Altra conferma, quella del procuratore di Barcellona Fernando Bermejo, impegnato nella lotta alla mafia: il 29 settembre 2009, confidò a un diplomatico americano che molti membri della mafia russa fossero attivi in Catalogna.
 

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di Marianna Quatraro pubblicato il