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Pubblicità in Italia 2010 statistiche: stampa, tv e Internet

Come cambia la pubblicità. Preferenze e canali usati



La pubblicità a volte innervosisce, c’è chi cambia immediatamente canale non appena la visione di un film viene interrotta da qualche spot pubblicitario, eppure sembra che gli italiani amino la pubblicità.

Ne citano sempre qualcuna, canticchiano le canzoni che fanno da sottofondo agli spot, sorridono ricordandone qualcuna e a volte si appassionano ad essa come ad un film. Secondo i risultati dell’Osservatorio Multicanalità, condotto da Nielsen, Nielsen Online, Connexia e Mip, alcuni ritengono che gli slogan in televisione siano i più appassionanti (53% nel 2010 contro il 50% del 2009), per altri funzionano bene i consigli per gli acquisti in radio (47%), sui giornali (64%) o sui cartelloni stradali (66%).

Apprezzate le iniziative nei punti vendita (74%) che significano il bisogno di una relazione tra chi compra e chi vende. Uno dei canali in crescita è la Rete, dove girovagano 35,5 milioni di navigatori potenziali, con una media giornaliera di 12 milioni di navigatori attivi in un tempo pari a 1 ora e 26 minuti.

L’interessa della rete è testimoniato dal fatto che l’advertising online è passato dal 34% al 37% di gradimento negli ultimi 12 mesi, e crescono social network (24%) e blog aziendali (34%).

Del resto, si sa, Internet ha determinato un cambiamento strutturale nel processo commerciale che, di conseguenza, ha generato un cambiamento di strategia su tutti i livelli dell'azienda. In questo processo di trasformazione sono coinvolti tutti i reparti, dal marketing all'assistenza alla distribuzione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il