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Sviluppo economico italiano? Tagliare le tasse come fanno gli Stati Uniti da Gennaio

Italia come Usa? Tagliare le tasse per crescere?



La Camera dei Rappresentanti americana ha finalmente approvato la legge che prevede l'estensione per i prossimi due anni degli sconti fiscali creati dall'amministrazione Bush. Il compromesso raggiunto dal presidente Obama costerà oltre 858 miliardi di dollari su dieci anni.

Le resistenze più forti prima del sì sono state per il prolungamento degli tagli fiscali ai cittadini più ricchi (con reddito superiore ai 250.000 dollari), e contro i termini a loro dire troppo generosi negoziati da Obama per le tasse sulle successioni.

Il Washington Post ha detto che si tratta della legge fiscale di maggiore rilievo da un decennio a questa parte e, secondo molti osservatori, questo voto da il via ad una nuova fase della politica americana, caratterizzata da una maggiore convergenza tra la Casa Bianca e il Congresso.

Tagliare le tasse sembra, dunque, essere il perno su cui dovrebbe fondarsi la ripresa economica americana, ma sarebbe un modello da potersi adottare anche in Italia. Una delle poche vie d’uscite da una pressione fiscale, tra le più alte in Europa. La crescita economica del nostro Paese, del resto, non è neanche sostenuta dagli investimenti delle imprese che, a causa degli altissimi contributi, li riducono in maniera piuttosto forte.

Le tasse salate in Italia non sono, infatti, un'invenzione. Sono proprio gli ultimi dati Ocse a ritenere che il peso del fisco in rapporto al PIL al 43,5%, è oltre un punto percentuale più alto del 2000 (42,2%). Il dato appare particolarmente rilevante perché, nello stesso periodo di tempo, solo altri due Paesi, Portogallo e Slovenia, hanno fatto registrare un aumento della pressione fiscale (la Slovenia, però, si è fermata a un modesto +0,4%).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il