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Fiat Mirafiori e accordo sindacati e Marchionne quasi fatto. Cosa cambierà

Nuovo accordo Fiat Mirafiori



Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, pronto a trovare un accordo sullo stabilimento di Mirafiori: la proposta del Lingotto esiste già da inizio dicembre, ma il piano per l’impianto torinese deve rimanere un fiore all’occhiello dell’azienda.

L’obiettivo annunciato è quello di garantire un futuro pieno di certezze e sicurezze ai dipendenti della Fiat. “Con il 51% di sì siamo pronti a fare l'investimento. Il piano è qualcosa di unico: la possibilità di produrre nello storico impianto di Torino Suv di classe superiore destinati ai mercati di tutto il mondo. Perciò invito la Fiom a firmare, sarebbe un’ottima idea fare l'accordo prima di Natale” ha detto un Marchionne.

Consapevole del rischio, l’ad Fiat ha optato per una linea apparentemente soft, lasciando ai sindacati la responsabilità di una risposta impegnativa. I sindacati approvano. Rocco Palombella della Uilm e Giuseppe Farina della Fim, si sono detti pronti a cogliere l'occasione, del resto già lunedì in Federmeccanica la Fiat era stata chiara con Fim, Uilm e Fismic: ‘O accettate la nostra offerta o l'investimento salta’.

Marchionne rilancia su Mirafiori, ricordando la sua importanza per una fabbrica che è e resta al centro dell'alleanza con Chrysler, soprattutto dopo la scissione dalla quale stanno nascendo Fiat Spa e Fiat Industrial.

Si tratta di un impegno che dovrebbe rappresentare un'ulteriore rassicurazione sul futuro di una Fiat italiana. “Le nostre radici sono qui, a Torino e in Italia: questa è la nostra storia e da qui viene anche la nostra forza” ha detto il presidente John Elkann il cui abbraccio al termine del discorso con Marchionne è stato accolto con una standing ovation dai 2 mila dirigenti che affollavano l'auditorium del Lingotto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il