Controllo di Internet, l'ONU decide di non decidere. Tutto rimane agli Stati Uniti

La montagna ha partorito un topolino. I rappresentanti di 175 stati riuniti a Tunisi per il World Summit on the Information Society (WSIS) non sono riusciti a trovare una soluzione alla questione del controllo di internet, ancora oggi sostanzialmente



La montagna ha partorito un topolino. I rappresentanti di 175 stati riuniti a Tunisi per il World Summit on the Information Society (WSIS) non sono riusciti a trovare una soluzione alla questione del controllo di internet, ancora oggi sostanzialmente in mano agli Stati Uniti.

L’unico punto su cui si è trovato un accordo è l’istituzione dell’Internet Governance Forum che l'anno prossimo, sotto l'egida dell’ONU, si riunirà per la prima volta: si occuperà di tutti i fronti caldi delle nuove tecnologie: dal crimine informatico allo spam, dal digital divide alla sicurezza informatica. Sarà, però, un organismo internazionale a carattere consultivo, quindi privo di poteri decisionali.

È l’americana Icann la struttura unica che gestisce gli indirizzi e i domini. Senza di esso la Rete non potrebbe funzionare. Il rappresentante degli Usa al forum di Tunisi, il sottosegretario al commercio Michael Gallagher, sostiene che finora internet ha funzionato benissimo e “non ha senso affidare la guida di una locomotiva a cento macchinisti diversi”.
Il rischio paventato da Gallagher, è che, delegando all’ONU il controllo del Web, paesi come Cina e Iran (che “imprigionano chi esprime libere opinioni online”) abbiano lo stesso peso degli altri paesi democratici. Meglio, dunque, mantenere lo status quo.
 
“I governi non devono controllare la rete”. Questo è il pensiero che Lucio Stanca, Ministro dell’Innovazione e rappresentante del Governo italiano, aveva espresso alla vigilia del summit di Tunisi. È opportuno ricordare, invece, che l’Icann, pur essendo una società privata, è sotto il diretto controllo del Ministero del Commercio Usa e, quindi, del Governo.

Che l’Icann abbia un potere strategico è indubbio: l'International Herald Tribune ha ricordato che nel 2004 l’organismo ha bloccato per cinque giorni tutti i domini internet (e-mail incluse) con suffisso .ly, proveniente dalla Libia. E' bastato questo per isolare in modo consistente il paese dal resto del mondo commerciale e dell'informazione. 

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il