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Internet in Italia: statistiche 2010 e inizio 2011. Rimaniamo indietro

Crescono le famiglie che acquistano pc ma l'Italia è ancora fanalino di coda per connessione Internet. I dati



Crescono le famiglie che acquistano in Pc per connettersi ad Internet da casa ma gli italiani restano indietro rispetto al resto delle famiglie europee. Secondo gli ultimi dati Istat, è cresciuto in Italia l'uso delle tecnologie nel 2010 ma le famiglie italiane restano ancora indietro rispetto all'Europa.

L’Istat, infatti, rende noto che il nostro paese si colloca al ventesimo posto sia per quanto riguarda il possesso di internet da casa (con un tasso di penetrazione tra le famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni del 59% rispetto alla media europea del 70%) sia per l'accesso mediante banda larga (con un tasso di penetrazione del 49% rispetto alla media europea del 61%).

La tendenza che maggiormente emerge nel popolo di coloro che si connette ad Internet è il boom che ha registrato l’uso dei social network in questo ultimo anno. Ben il 45% degli utenti di Internet, infatti, utilizza siti di social networking da Facebook, a Twitter, a Myspace, il 36,7% inserisce messaggi in chat, blog, newsgroup o forum di discussione online e il 26,8% utilizza i servizi di instant messaging.

Bene anche per quanto riguarda la nuova e sempre più crescente pratica di shopping sul web. Secondo l'indagine Istat, il 26,4% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet nei 12 mesi precedenti l'intervista ha ordinato e comprato merci o servizi per uso privato.

Per quanto riguarda poi le differenze a livello geografico, si riducono le differenze sociali per quasi tutti i beni tecnologici considerati: la quota di famiglie con capofamiglia dirigente, imprenditore o libero professionista che possiedono l'accesso ad internet passa dal 78,6% all'84,2% (+7,1%) mentre tra quelle con capofamiglia operaio passa dal 49,4% al 59,4% (+20,2%).

Tra i motivi per cui le famiglie non possiedono accesso ad internet al primo posto c'è la mancanza di capacità (40,8%). L’Istat sottolinea, inoltre, che sono maggiormente le famiglie del centro e del nord a possedere le quote più elevate di beni tecnologici, a testimonianza che fra il 2009 e il 2010 permane ancora il divario tecnologico tra nord e sud del Paese.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il