Mutui e tassi di interesse 2011: consigli per scegliere fisso o variabile

Quale sarà l'andamento dei tassi nel 2011? I consigli per scegliere il mutuo migliore



La scelta per chi decide di acquistare una nuova abitazione tra un mutuo a tasso fisso e uno a tasso variabile è sempre ciò che lascia dubbi nei futuri mutuatari che si chiedono sempre quale sia l’opzione più conveniente.

Per quanto riguarda il tasso variabile, bisogna considerare l’Euribor a 3 mesi, cui si lega la maggior parte dei mutui indicizzati, è salito costantemente pian piano dal 30 marzo (0,635%) all'11 novembre (1,049%) per poi nuovamente indebolirsi e tornare a scendere. Considerazioni analoghe per l'Euribor a 1 mese, fissato al momento allo 0,805%.

Guardando al 2011,  le previsioni sull’Euribor a 3 mesi indicano un moderato rialzo. A marzo l'indice dovrebbe portarsi a quota 1,055% per arrivare all'1,32% a settembre e all'1,485% a fine dicembre. Ciò vuol dire che, salvo casi di fenomeni eccezionali, l'Euribor a 3 mesi dovrebbe crescere di 50 punti base nel 2011 che, tradotto in rate signifca un aumento di 12 euro per le rate mensili di un mutuo ventennale di 100mila euro, che diventano 35 se l'importo del prestito è di 300mila euro.

In sintesi, l'eventuale aumento per l’anno prossimo del tasso variabile è, comunque, basso e decisamente inferiore rispetto al divario di 200 punti base (dal 2% al 4%) di oggi tra l'attuale miglior mutuo a tasso variabile e il corrispettivo miglior prestito a tasso fisso. Se poi si allunga lo sguardo, i contratti future proiettano l'Euribor a 3 mesi al 2,145% a fine 2012, al 2,745% a fine 2013 e al 3% a giugno 2014.

Per quanto riguarda il tasso fisso, bisogna sottolineare che oggi gli Eurirs, i parametri di riferimento con cui le banche calcolano le rate dei mutui fissi, sono vicini ai minimi storici e questa condizione permette di stipulare un mutuo a tasso fisso a condizioni molto vantaggiose lasciando però incertezze su possibili variazioni future.

Prima di optare per un fisso, bisogna ben tener presente che gli Eurirs tendenzialmente seguono l'andamento dei tassi a lungo termine e del Bund, le obbligazioni emesse dal governo tedesco, titolo più affidabile nell'eurozona. I tassi dei Bund tendono a salire quando la domanda di Bund diminuisce e la domanda diminuisce quando il clima sui mercati è più tranquillo e c'è inclinazione al rischio da parte degli investitori che cercano soluzioni che offrano alti rendimenti.

Ciò vuol dire che gli Eurirs aumenterebbero e con essi le rate dei mutui a tasso fisso se l'economia europea mostrasse nuovi segnali di ripresa, mentre in caso contrario si verificherebbe la condizione ideale per scegliere un mutuo a tasso fisso.

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di Marianna Quatraro pubblicato il