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Youtube è come una tv per legge italiana. Paradossale

Youtube come la tv. Il dibattito



Youtube e YouReporter come la tv. I siti di condivisione video sono finiti nel mirino dell’Agcom che ritiene essi siano paragonabili a emittenti televisive e pertanto dovrebbero essere soggetti ai nuovi regolamenti del garante per le Comunicazioni (AgCom) dedicati ai servizi audiovisivi online, Web Radio, Web TV.

Il Decreto Romani aveva escluso YouTube dagli obblighi delle Tv ma ora l’AgCom riapre questa possibilità e a fine 2010 ha messo sullo stesso piano i portali UGC (dei contenuti generati dagli utent, in inglese: user generated content) con i palinsesti delle TV tradizionali, equiparando i portali di materiali di videocondivisione ai servizi di media audiovisivo nel caso in cui sussista sfruttamento economico dell’attività oltre ai 100mila euro l’anno (anche solo di pubblicità).

Tradotto, ciò significa che l’AgCom impone a YouTube e siti affini la responsabilità diretta dei contenuti pubblicati, l’obbligo di una tassa di 500 euro all’anno e la responsabilità in tema di violazione di copyright. YouTube avrà, inoltre, la responsabilità delle azioni dei suoi utenti, che dovranno necessariamente rispettare gli obblighi di rettifica per diffamazione e delle fasce orarie protette. Tuttavia, nonostante imponga chiare linee, il testo dell’AgCom risulta controverso e apre un nuovo capitolo dopo il criticato Decreto Romani.

C’è chi, però, specifica che gli aggregatori come YouTube sarebbero esclusi dalle nuove regole in quanto non possono rientrare nella definizione di servizio media audiovisivo, facendo notare come nel testo si escludano espressamente i servizi che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti generati da utenti privati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il