BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Tariffa bioraria per bollette elettriche da ieri obbligatoria: come funziona e cosa cambia

Al via dal primo gennaio la tariffa bioraria per l'eletticità. Cosa prevede



E’ in vigore da questo appena iniziato mese di gennaio 2011 la nuova tariffa bioraria che consentirà di pagare meno per le bollette elettriche e che renderà meno conveniente l’utilizzo di energia nella fascia oraria 8-19 dei giorni feriali permettendo però di risparmiare nelle altre ore e in tutti i fine settimana e i giorni festivi.

Sono oltre 20 milioni le famiglie italiane che già dal primo gennaio sono passate ad una bolletta calcolata con i nuovi prezzi biorari ed entro la fine del 2011, il nuovo sistema sarà applicato a tutti i consumatori che hanno un contratto di fornitura alle condizioni stabilite dall’Autorità per l’energia e dotati di un contatore elettronico intelligente, che può leggere i consumi nei diversi momenti.

L’introduzione dei prezzi biorari si pone come obiettivo maggiore equità ed economia per i singoli consumatori; un contenimento dei costi per l’intero sistema elettrico nazionale e un contributo alla tutela ambientale.

Con l’introduzione dei prezzi biorari, la bolletta sarà differenziata a seconda dei momenti di utilizzo: i prezzi più convenienti in cui la richiesta di energia è minore, sono quelli per gli orari dalle 19 alle 8 dei giorni feriali, tutti i sabati, domeniche e altri festivi (in bolletta sono le fasce orarie F23), quando converrà concentrare almeno due terzi dei propri consumi, utilizzando elettrodomestici come lavatrice, lavapiatti, scaldabagno, forno elettrico e ferro da stiro.

Meno conveniente la fascia dalle 8 alle 19 dei giorni lavorativi. Fino al 31 dicembre 2011 i prezzi biorari avranno solo un piccolo effetto di risparmio o di maggior spesa in bolletta (circa il 10%), mentre da gennaio 2012 le differenze di prezzo saranno più accentuate, con maggiori possibilità di risparmio.

L’Autorità per l’energia ha calcolato che se la totalità delle famiglie italiane spostasse anche solo il 10% dei consumi in fascia oraria più favorevole, si avrebbe un calo annuo di 450 mila tonnellate di anidride carbonica

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il