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Processi civili e penali 2011: rischio blocco per chiusura tribunali a causa stop assistenza tecnica

Rischio paralisi nei Palazzi della giustizia italiana. Motivi



Rischiano di fermarsi i processi civili e penali in corso a causa dello stop dell'assistenza agli uffici giudiziari. E all’orizzonte si profilano già non poche proteste. Mancano i fondi per i servizi informatici e così si rischia la paralisi nei Palazzi della giustizia italiana.

“Una paralisi complessiva del sistema, con la chiusura dei tribunali e l'impossibilità per le imprese e i privati di partecipare a gare di appalti e concorsi”: questo è ciò che si rischia con il blocco dal primo gennaio scorso dell'assistenza informatica agli uffici giudiziari.

L'Associazione nazionale magistrati annuncia una protesta e parla di ‘colpo finale del governo a una macchina che ha già enormi difficoltà di funzionamento’.  Ciò che sta scatenando questa difficoltà è, come immaginabile, la mancata assegnazione delle risorse finanziarie al servizio in questione. Ciò significa che per ora la giustizia italiana, già spesso accusata di essere lenta, dovrà ora abbandonare tutti i sistemi di informatizzazione tecnologica e ricominciare a scrivere armata di penna. E si rischia il collasso.

Situazione non certo favorevole per il procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara, che si dice preoccupato: “Questa decisione rischia di provocare gravissimi problemi di funzionalità e di collegamento tra la polizia giudiziaria, i pm, i giudici e gli avvocati. A questo punto non siamo più certi di poter continuare a garantire lo stesso servizio ai cittadini”.

Dello stesso parere il procuratore di Napoli, Giandomenico Lepore: “Ci domandiamo come si potrà fare, perché in queste condizioni è inutile andare a lavorare. Se si vuole far camminare la giustizia, bisogna spendere soldi”. Insorge anche l'Anm: il presidente Luca Palamara esprime “preoccupazione e allarme. C'è il concreto rischio che la giustizia possa subire un altro colpo ferale a causa degli ulteriori disservizi che potranno crearsi. Se l'informatizzazione dovesse venire meno, il principale sconfitto sarebbe il cittadino”.

Mobilitazione annunciata dalle toghe: “La magistratura democratica è pronta ad una forte mobilitazione con forme di protesta anche clamorose”, dice il segretario Piergiorgio Morosini, gip a Palermo. “Senza un provvedimento immediato di ripristino della assistenza informatica torniamo indietro di vent'anni, con danni irreparabili alle indagini e ai rapporti tra polizia e procure e ai processi civili”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il