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Fiat e referendum: se passa nuova organizzazione aziendale modello Toyota

Quali cambiamenti se passa il referendum? Novità



E’ previsto per i prossimi mercoledì e giovedì il referendum sul futuro di Fiat Mirafiori e le acque sembrano molto agitate. Il futuro dello stabilimento vede in bilico un equilibrio già abbastanza precario. Se l'esito del referendum sarà negativo, cioè se non si arriverà all'obiettivo del 51%, l'investimento sarà trasferito altrove, e, secondo quanto afferma l’ad Fiat Sergio Marchionne, le possibilità sono moltissime, come il Canada o gli Stati Uniti per esempio.

Marchionne dal Salone dell'Auto di Detroit dice: “Non voglio entrare in polemica con (Maurizio) Landini (il segretario generale della Fiom), perché non risolviamo niente, ma è completamente impossibile discutere con qualcuno che consideri qualsiasi cosa che facciamo noi illegittima, finanche il referendum voluto dai sindacati”.

A Detroit Marchionne, insieme al presidente Fiat John Elkann, ha spiegato “non si vende niente, assolutamente niente, chiuso il discorso Ferrari e quello di Iveco, teniamo stretto tutto a cominciare dall'Alfa Romeo”. Anzi, al contrario, potrebbero esserci opportunità di acquisto: anche se al momento non ci sono trattative in corso, se Volkswagen "volesse cedere le sue attività nei camion, Fiat Industrial sarebbe un potenziale acquirente”.

A tenere banco è stata anche Chrysler: la partecipazione di Fiat nella società americana è già salita al 25% e ci sono le condizioni perché salga ancora al 51% dopo l'Ipo che dovrebbe arrivare entro il quarto trimestre. Se il referendum dovesse, inoltre, passare si consoliderebbe una nuova organizzazione del lavoro, con organici e tempi ridotti, con ridotte temperature dei forni di essicazione e delle acque di raffreddamento, e con abbattimento dei carichi e costi di energia necessari a ogni veicolo.

Si chiama world class manifacturing, è il metodo già seguito da Toyota ma aggiornato in chiave europea. Questo piano ha già portato un risparmio da 730 milioni tra il 2006 e il 2009, ma ora si potrebbe ‘crescere’ e le previsioni parlano di 2,6 miliardi di risparmio fino al 2014. Così, mentre Marchionne chiude i conti con Gm e rilancia quelli del Lingotto, il wcm cresce e se gli operai di Mirafiori approveranno, come a Somigliano, l'accordo su turni, pause e straordinari, gli impianti saranno completamente rivisti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il