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Stipendi più alti e utili ai dipendenti Fiat: il piano di Marchionne dal 2012

Cosa cambia in casa Fiat dopo l'esito del referendum



Mirafiori come Pomigliano: “io non posso avere due sistemi diversi per la stessa azienda e lo stesso lavoro”. Così l’ad Fiat, Sergio Marchionne, ha commentato la vittoria del sì come esito del referendum indetto allo stabilimento la scorsa settimana.

Qualcosa che porta nuovi cambiamenti ai contratti collettivi, ai diritti, fondamentalmente, dei lavoratori, quasi come si tornasse indietro anziché evolversi. E poco c’è da fare se di fronte ad un’eventuale sconfitta, persino il presidente del Consiglio italiano rilancia investimenti all’estero piuttosto che nel proprio Paese.

Alla fine ha vinto il sì e ora tocca a Marchionne mantenere gli impegni presi. L’ad spiega che il contratto firmato contiene tutte le protezioni costituzionali e che lui non ha intenzione alcuna di togliere nulla di ciò che fa parte dei diritti dei lavoratori.

In merito ai cambiamenti previsti spiega: “Cambiano le pause, ma abbiamo fatto un gran lavoro per rendere meno pesante il lavoro in linea, e lo faremo ancora. Il no allo sciopero riguarda solo gli straordinari, è un obbligo contrattuale. Sulla malattia interveniamo solo sui picchi di assenteismo.

Per ottenere i nuovi volumi produttivi, avrei dovuto creare nuovi stabilimenti in America. Invece utilizzo tutte le fabbriche del sistema, porto qui le lavorazioni e metto il know how Fiat a disposizione di Chrysler. Gli impianti girano, i costi si ammortizzano, la gente lavora”. Sui nuovi incentivi dice: “Aspettiamo la seconda metà del 2011 e vediamo.

Per quel momento avremo la nuova Y e la nuova Panda. Sta arrivando tutta la gamma Lancia, rifatta con gli americani, la Giulietta è appena uscita, la Jeep verrà prodotta qui in 280 mila esemplari all'anno, per tutto il mondo. E grazie a Chrysler, l'Alfa arriverà in America, con una rete di 2 mila concessionari, e farà il botto”. Nel frattempo, Marchionne apre alla possibilità di innalzare gli stipendi, portandoli ai livelli di quelli tedeschi. Ma prima bisognerà aumentare gli utili.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il