BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Cedolare secca affitti: 23% l'aliquota. Data di entrata in vigore

Al vaglio la cedolare secca del 23%. Cosa prevede



La cedolare secca sugli affitti con un'aliquota al 23% è una ‘ipotesi a cui si sta lavorando nell'ambito del decreto sul federalismo municipale’, ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. L'introduzione di un'aliquota al 23% è, infatti, una delle ipotesi di modifica del decreto legislativo sul federalismo fiscale e municipale all'esame della Bicamerale. La nuova tassa sugli affitti è al via.

Ma c’è chi esprime dubbi su questo nuovo tipo di prelievo fiscale che commisura le tasse da pagare in base al canone d’affitto. La cedolare secca è una tassa sugli affitti pari al 20%, una sorta di prelievo diretto sul canone di locazione che sostituisce Irpef e Imposta di Registro.

Con questo nuovo sistema di tassazione degli affitti, il prelievo fiscale dipenderebbe unicamente dal canone fissato per la locazione e non più dai redditi dei proprietari. Ma la cedolare secca potrebbe subire delle trasformazioni prima ancora di entrare in vigore: se, infatti, l’entrata in vigore della cedolare secca al 20% è stato fissato per gennaio 2011, secondo le novità, il prelievo fiscale resterebbe al 20% per gli affitti a canone concordato, mentre salirebbe al 23% per gli affitti a libero mercato.

La cedolare secca conviene soprattutto ai proprietari degli immobili che risparmierebbero il 22% di tasse da pagare sulle locazioni. Previsti anche sgravi fiscali per le famiglie a basso reddito con figli a carico. Ma ancora la novità non è stata messa nero su bianco.

Il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, ha detto che “Governo e maggioranza sono contrari alla tassa sul possesso della prima casa. Ci sono misure a vantaggio di chi non ha le risorse per acquistarla e deve affittarla”, ottimista anche sull'esito del voto al decreto sulla fiscalità municipale. 

Secondo Baldassarri “i comuni avranno meno entrate proprie e più trasferimenti. Questo non é federalismo. Per noi le pietre fondanti sono le entrate sugli immobili e sui consumi, se non ci sono ci si arrampica solo sugli specchi”. Il Pd, invece, si esprimerà solo quando il presidente della Commissione Enrico La Loggia avrà consegnato la bozza sui cambiamenti al federalismo municipale.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il