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Federalismo fiscale 2011: no dei comuni al fisco municipale di Calderoli

Il fisco municipale lede l'autonomia dei comuni: il parere di Chiamparino



“Il testo del decreto sul fisco municipale contiene al suo interno molte incertezze su numerosi punti fondamentali per la vita dei comuni italiani. Così non va assolutamente e preghiamo il Governo di apportare gli opportuni chiarimenti quanto prima”: così il presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, esprime la sua opinione sul fisco municipale, provvedimento licenziato dal ministro Calderoli ma che presenta molti punti ancori oscuri.

Il testo del decreto sul fisco municipale “ha un grave torto: ledere in sostanza l'autonomia dei comuni”, sempre secondo Chiamparino, che sostiene che il testo contenga molte incertezze su numerosi punti fondamentali per la vita dei Comuni italiani.

Per questo motivo, l'associazione dei comuni lancia una proposta: convocare una conferenza unificata straordinaria per discutere e modificare gli aspetti non soddisfacenti, valutando meglio l'impatto che il decreto produrrà sulla finanza pubblica e su quella territoriale e inserendo delle integrazioni.

Nel frattempo, il ministro Calderoli ha studiato l’impatto del decreto sul nuovo fisco municipale, dicendo che si aggirerebbe intorno a 1,5 miliardi la cifra che potrebbe arrivare ai comuni dalla collaborazione nella lotta all'emersione delle cosiddette case fantasma.

Il decreto definitivo del federalismo fiscale sul fisco municipale prevede che le sanzioni per chi non si mette in regola entro il 31 marzo dovranno quadruplicare e il 75% di quelle entrate dovrebbe andare ai sindaci. Il ministro Calderoni ha spiegato che si tratta di circa 2 milioni e 800 mila immobili. Esaminando le altre novità previste dal decreto sul fisco municipale emerge inoltre che ospedali, cliniche, scuole, strutture ricettive, se legate in qualche modo alla chiesa cattolica, saranno esenti dal pagamento dell'Imposta Municipale Unica, mentre le altre esenzioni sono previste per gli immobili destinati ad attività di culto, di tutte le confessioni; per alcuni fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati dal trattato lateranense; e per tutti gli immobili dello Stato e delle regioni, delle province, dei comuni, delle asl e delle camere di commercio. Non pagheranno l'Imu anche i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il