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Fondi pensione chiusi o aperti 2010-2011: i migliori da scegliere

Quale tipologia di fondo pensione scegliere. Consigli



La previdenza complementare sta suscitando in Italia sempre più interessi, richiamando l’attenzione di molti, decisi ad aprire un fondo pensione in modo da garantirsi una pensione che possa garantire di mantener un elevato tenore di vita anche la momento della cessazione dell’attività lavorativa. Innanzitutto è bene sapere che ci sono fondi pensioni chiusi e fondi aperti.

I Fondi pensione chiusi sono una forma di contribuzione collettiva con finalità previdenziali, costituiti da soggetti o gruppi di soggetti identificati dalla legge, e che devono essere dichiaratamente dedicati alla previdenza complementare con finalità previdenziali. I lavoratori che hanno un fondo chiuso di categoria devono aderire a quello.

Dopo almeno 8 anni di contribuzione, e in casi di necessità, si potrà richiedere una parte del capitale come anticipo dal lavoratore, mentre in caso di estinzione del fondo o di migrazione del lavoratore in altre categorie lavorative, le quote, in quanto intestate nominalmente, seguono il lavoratore stesso nei suoi spostamenti. I fondi aperti, invece, sono una forma di contribuzione collettiva o individuale, con finalità previdenziali.

La differenza fondamentale con i fondi chiusi è la titolarità del diritto di adesione. Aderiscono, infatti, ai fondi i soggetti che non hanno i requisiti per accedere ai fondi chiusi, o coloro che lo scelgono volontariamente, che cioè ritengono insufficiente la copertura del fondo chiuso di appartenenza. In questo caso, la contribuzione è libera, anche per questa tipologia è possibile richiederne una parte come riscatto parziale in casi di necessità.

Per orientare i cittadini ad una migliore scelta di un tipo di fondo pensione piuttosto che un altro, la Covip, l'Autorità di vigilanza sui fondi pensione, ha reso disponibile sul suo sito (www.covip.it) i dati su costi e rendimenti delle forme di previdenza complementare, e cioè di fondi pensione negoziali, aperti e Pip.

Questi dati offrono la possibilità di eseguire un esame puntuale, su dati ufficiali, la qualità, e dell'efficienza economica e finanziaria delle diverse forme complementari. Ciò che emerge chiaramente è la redditività netta relativamente elevata dei fondi negoziali rispetto agli aperti.

A parità di quota azionaria, i primi sono mediamente più redditizi di quelli aperti e la differenza tende a crescere con la quota azionaria. Anche la qualità della gestione finanziaria, insieme allo stretto monitoraggio da parte dei board dei negoziali, porta a risultati positivi

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il