Slitta ancora il via libera alla riforma del Tfr, Maroni preoccupato

Slitta ancora il via libera alla riforma del Tfr, ma il presidente del consiglio Silvio Berlusconi rassicura la Lega dicendo che il decreto sarà esaminato dal consiglio dei ministri della prossima settimana, 'senza problemi'.



Slitta ancora il via libera alla riforma del Tfr, ma il presidente del consiglio Silvio Berlusconi rassicura la Lega dicendo che il decreto sarà esaminato dal consiglio dei ministri della prossima settimana, "senza problemi".

Le dichiarazioni del premier arrivano in risposta al ministro del Welfare, Roberto Maroni, che aveva chiesto spiegazioni al capo del governo per lo slittamento della presentazione della riforma anche al Consiglio dei ministri di dopodomani.

"Tutto regolare, tutto come previsto. Andrà al Consiglio dei ministri della prossima settimana, la riforma va avanti, non ci sono problemi", ha risposto Berlusconi ai cronisti lasciando in serata palazzo Madama dopo il via libera alla devolution.

Maroni, parlando con i giornalisti in Senato nel pomeriggio, aveva detto: "Non ho ancora sentito il premier e non conosco le motivazioni che lo hanno portato a non mettere il Tfr all'ordine del giorno del Cdm di venerdì e gli chiederò come mai è stata presa questa decisione.

Il provvedimento infatti è pronto e giovedì scorso era stato deciso di metterlo all'ordine del giorno di questa settimana. Berlusconi aveva detto di sì, invece ha deciso diversamente. Francamente non mi spiego perché ciò sia avvenuto".

La riforma del Tfr, fondamentale per far decollare i fondi pensione alleggerendo le casse dell'Inps, era già stata rinviata dal Cdm i primi di ottobre per l'opposizione delle compagnie asicurative, e rinviata in parlamento per un nuovo parere delle commissioni. Fininvest, la finanziaria della famiglia Berlusconi, controlla insieme con Ennio Doris Mediolanum, gruppo assicurativo molto forte nelle polizze di previdenza integrativa.

"Non ho obiezioni a discutere le modifiche ma non c'è una trattativa in corso che giustifichi questo rinvio", aveva aggiunto Maroni che non ritiene comunque tutto perduto e ricorda che il governo ha tempo fino ai primi di dicembre per approvare la riforma. "Nulla è ancora compromesso. Io quello che dovevo fare l'ho fatto. È stato raggiunto un accordo fra quasi tutte le parti sociali, la parola passa al Consiglio dei ministri che ha tempo fino al 4 dicembre per discuterlo. Certo, man mano che passa il tempo diventa più faticoso, purtroppo non faccio io gli ordini del giorno", aveva concluso Maroni..

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il