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Flussi migratori 2011: date, requisiti e regole per domande online

Decreto flussi 2011: come presentare domanda e chi può farlo



Il nuovo decreto flussi 2011, prevede l’invio esclusivamente in via telematica delle domande per far entrare in Italia lavoratori extracomunitari. I moduli per il nulla osta sono disponibili online dal 17 gennaio scorso, mentre il prossimo lunedì, 31 gennaio, ci sarà il primo click day per l’ingresso di circa 50.000 lavoratori provenienti da paesi che hanno sottoscritto specifici accordi di cooperazione in materia migratoria con l’Italia.

Tra questi Albania, Egitto, Marocco e Moldavia. Il secondo ci sarà mercoledì 2 febbraio: colf e badanti, provenienti da paesi che non hanno accordi con l’Italia, avranno la possibilità di fare richiesta per venire a lavorare in Italia, per un tetto massimo di 30.000 unità, e l’ultima data prevista è giovedì 3 febbraio, quando i lavoratori che hanno completato determinati programmi di formazione o istruzione nel paese di origine, per 4000 posti disponibili, e 500 discendenti di italiani in Venezuela, Argentina, Brasile e Uruguay potranno ottenere il permesso.

Le disponibilità parlano, dunque, di poco meno di 100.000 permessi disponibili, oltre ai quali il decreto riserva la possibilità di convertire in permessi di lavoro 11.500 permessi rilasciati per altri motivi.

Di questi, per la conversione in lavoro subordinato, 3000 sono permessi per studio, 2000 per tirocinio o formazione, 4000 per lavoro stagionale, 1000 per soggiornanti di lungo periodo rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da un altro Stato membro dell’Unione europea; 500 di questi ultimi potranno essere convertiti in permessi per il lavoro autonomo.

La domanda può essere presentata dal datore di lavoro che potrà essere una persona fisica (un cittadino italiano, un cittadino comunitario o un cittadino extracomunitario) o una persona giuridica (un’impresa) e potrà essere presentata a favore di cittadini extracomunitari che siano residenti all’estero o che siano regolarmente sul territorio nazionale, muniti di permesso di soggiorno che non ne permetta l’assunzione (turismo, affari). In questo caso il soggetto in questione, se rientrante nelle quote, dovrà tornare nel proprio paese per ritirare il visto d’ingresso.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il