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Rivolta in Egitto con Internet, ma Facebook e Twitter oscurati

Una nuova protesta prende il via dalla rete. Il caso dell'Egitto



Come accaduto qualche settimana fa in Tunisia, una nuova protesta prende il via dalla rete. Fautore di esso ancora una volta Facebook, luogo dell’accaduto: l’Egitto. E così il social network è stato oscurato.

Mentre, infatti, solo oggi si è scoperto che il governo tunisino di Ben Ali ha cercato di violare gli account Facebook dei suoi utenti, mentre prendeva nelle piazze di Tunisi infiammava la protesta grazie anche al fatto che centinaia di migliaia di utenti hanno imparato a sfruttare Facebook, Twitter e gli altri social network per coordinare i cortei, condividere foto e video delle manifestazioni, e denunciare le violenze della dura repressione da parte delle forze dell’ordine, il governo egiziano non ha esitato e ha oscurato sia Facebook che Twitter.

Il presidenre Mubarak teme, infatti, il dilagare di tensioni, perché i social network veicolavano immagini e parole d’ordine della protesta. Ciò che sta accadendo in Egitto è l’ennesima dimostrazione, dopo quanto, come detto, è avvenuto in Tunisia, o come accaduto tempo fa per l’attentato di Mumbai, la rivolta in Tibet e le tensioni in Iran, di come Internet sia arrivato ormai ad assumere un ruolo di primo piano nella comunicazione e nella condivisione, ponendosi anche come veicolo di notizie e informazioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il